Cerca e trova immobili
Estero
Alta tensione con Turchia, Berlino convoca ambasciatore
Redazione
9 anni fa

È di nuovo alta la tensione fra Berlino e Ankara: l'arresto dell'attivista tedesco Peter Steudner ha fatto registrare una nuova escalation nello scontro esploso ormai da mesi. Oggi il ministro degli Esteri tedesco Sigmar Gabriel ha convocato l'ambasciatore turco, per esprimere il dissenso di Berlino, senza riserve. La notizia ha suscitato particolare clamore nella capitale, anche perché Gabriel ha improvvisamente interrotto le ferie, vista l'emergenza turca. Queste misure, prese pur sempre in piena campagna elettorale, sarebbero comunque state "concordate" con Angela Merkel. Da mesi, la cancelliera esercita la sua pazienza con le manovre e gli insulti di Erdogan. Ma da qualche giorno i toni sono più duri: "La situazione nelle relazioni con Ankara è triste e seria", ha detto il portavoce del governo Steffen Seibert, ribadendo di ritenere l'arresto di Steudner "del tutto ingiustificato". La richiesta della Germania è un rapido rilascio del cittadino tedesco. E all'ambasciatore è stato detto "in modo chiaro e tondo che questo arresto non viene ritenuto né comprensibile né accettabile". Se Gabriel e Merkel, pronta a sua volta per andare in ferie "(ma "resta sempre in servizio", come ha ricordato qualche giorno fa Seibert) sono in stretto contatto per la crisi con Ankara, anche il candidato socialdemocratico Martin Schulz è intervenuto, annunciando verifiche in corso anche per un possibile "avviso di sicurezza" da parte del ministero degli Esteri, per i tedeschi che vogliano recarsi in Turchia. "Il ministro degli esteri verificherà certamente quali passi diplomatici siano necessari", ha affermato, prendendo la parola davanti alla stampa. È dunque evidente che i socialdemocratici, in grave difficoltà nei sondaggi (sono al 22% mentre l'Unione di Merkel è al 40, stando al sondaggio Forsa di oggi) stiano in qualche modo spingendo su questa crisi. In un clima per nulla sereno Die Zeit ha intanto reso nota una nuova lista di imprese e persone sospette di "terrorismo" ad Ankara per presunti contatti con Gülen: nell'elenco, consegnato settimane fa all'Anticrimine tedesco, ci sono i nomi di Daimler e Basf. La nuova lista viene bollata come "assurda e ridicola" negli ambienti di governo, secondo lo stesso magazine, in uscita domani. A Berlino, a questo punto, si specula su possibili ritorsioni tedesche. Un avviso di sicurezza per i tedeschi sarebbe un duro colpo al turismo in Turchia, nel bel mezzo della stagione estiva. E anche le imprese, in Germania, potrebbero decidere di rivedere i loro investimenti nel Paese di Erdogan. Ankara rischia inoltre di compromettere ulteriormente il suo rapporto con l'Ue, con danni economici: è stato però ancora Seibert a chiarire che l'accordo sui migranti non vada messo in discussione. Le risorse promesse e versate a Erdogan dall'Ue "servono a garantire condizioni migliori per i richiedenti asilo" che arrivano in Turchia. E nessuno vuole che la crisi dei profughi riesploda in Germania. Certamente non fino al 24 settembre, data delle elezioni.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata