
I ghiacciai delle Alpi rischiano di dimezzarsi, entro i prossimi dieci anni, a causa del riscaldamento globale. Fenomeno che tra l'altro provoca la migrazione in alta quota di piante e animali che solitamente vivono in ambienti più caldi, come il ginepro. E' il campanello d'allarme lanciato da Wwf, che oggi ha presentato il dossier 'Effetto clima per le Alpi' durante l'inaugurazione di una stazione di monitoraggio sulle cime delle Alpi Orobie bergamasche creata proprio per osservare la 'fuga verso l'altò della flora, nell'ambito del progetto internazionale Gloria. Se il riscaldamento globale continuerà sui livelli attuali, secondo il Wwf entro il 2050 i tre quarti di tutti i ghiacciai delle Alpi svizzere, che dal 1850 al 1980 hanno perso un terzo della loro superficie, non esisteranno più. E questo tra l' altro metterà in pericolo l'esistenza di animali d'alta quota come la pernice bianca e gli stambecchi, a causa della perdita del loro habitat naturale. "Dai leader del G8 - ha detto il presidente di Wwf Italia, Stefano Leoni - ci aspettiamo una dichiarazione chiara per la riduzione delle proprie emissioni entro il 2050 di almeno l'80% rispetto ai livelli del 1990: qualunque obiettivo più debole - ha aggiunto - rappresenterebbe un completo fallimento". Sono 178 le stazioni in tutto il mondo, dalle Ande all' Hymalaia, dove gli scienziati del progetto Gloria, dal 2000, stanno studiando gli effetti del global warming sulla flora di montagna. Quella inaugurata oggi sul pizzo della Presolana nelle Alpi Orobie ne fa parte ed è la sesta in Italia. Si tratta di una piccola area recintata da monitorare ogni dieci anni in modo da valutare la crescita della vegetazione, abbinata a una stazione meteorologica per tenere sotto controllo le variazioni di temperatura. "Ci sono le prove - ha detto il professor Graziano Rossi, docente di ecologia vegetale all'università di Pavia, partner del progetto - di una risalita verso quote più alte di piante che amano il caldo". E cita il caso del ghiacciaio del Bernina dove, in 50 anni, una pianta detta 'piede d'asinò, simile alla margherita, si è espansa per circa 450 metri in altezza provocando diversi mutamenti nell'ecosistema. E proprio sulle Orobie, gli addetti del Parco regionale delle Alpi bergamasche stanno cercando una soluzione contro l'estinzione delle piante a rischio: conservare i semi "con l'obiettivo di riprodurre almeno 10mila esemplari di orchidea autoctona, che è sul punto di scomparire". ATS
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