
Sono morte almeno 29 persone e oltre 1500 sono rimaste ferite nel sud-ovest del Giappone negli ultimi due girni, in seguito alle forti scosse di terremoto. Migliaia di abitanti della prefettura di Kumamoto, nell'isola di Kyushu, sono rimasti senza casa.
Nella notte tra giovedì e venerdì la prima scossa di magnitudo 6.5, che ha provocato dieci vittime e oltre 800 feriti. Dopo più di 100 scosse di assestamento, a distanza di 28 ore ce n'è stata una di 7.3 gradi, che ha causato 19 morti e oltre 700 feriti.
In entrambi i casi l'epicentro era a una profondità ridotta, di circa 12 chilometri, e questo ha aumentato la forza distruttrice del sisma. La città di Mashiki, che si trova vicino al monte Aso, il vulcano più attivo nel sud del Paese, è stata la più colpita. C'è stata anche una piccola eruzione, con il fumo che è arrivato a 100 metri d'altezza. L'Agenzia meteorologica giapponese ha lanciato un allarme tsunami nel mare di Ariake, successivamente rientrato, e ha confermato l'allerta al livello 2 su una scala di 5.
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