Cerca e trova immobili
Estero
Alluvione in Nepal, quasi 100 morti e centinaia di dispersi
© Niranjan Shrestha
© Niranjan Shrestha
Ats
8 ore fa
Il maltempo ha colpito il distretto di Rasuwa, nel nord del Paese – I soccorritori stanno concentrando le ricerche nelle aree dello scalo di Rasuwagadhi, dove alcune persone potrebbero essere rimaste sepolte

(Aggiornato) È salito a 95 morti il bilancio della grave inondazione che ha colpito la regione al confine tra Nepal e Tibet. Lo riferisce la polizia nepalese. Le autorità locali hanno inoltre reso noto che 114 persone sono state tratte in salvo dalla zona del fiume Bhotekoshi, a Rasuwa, colpita dalle inondazioni. Lo riportano Nepal TV e Radio Nepal. L'esercito ha soccorso oltre 80 persone con vari aerei, mentre in 29 sono stati tratti in salvo con elicotteri di compagnie private. L'enorme accumulo di acqua e fango ha travolto villaggi e danneggiato infrastrutture, tra cui una diga idroelettrica. Si teme che il bilancio delle vittime tenderà ad aggravarsi e che i danni materiali siano ingenti, ha dichiarato oggi il responsabile amministrativo del distretto, Narendra Pariyar. La zona più colpita è una regione dell'Himalaya abitata da decine di migliaia di persone, tra cui molti turisti.

La valanga di ghiaccio

Stando a una prima valutazione di scienziati nepalesi e cinesi, citati dal Kathmandu Post, una valanga di ghiaccio potrebbe aver bloccato il fiume Lhende, provocando l'improvviso accumulo d'acqua e la successiva ondata di piena nel fiume Bhotekoshi che ha colpito l'area settentrionale del Paese. Le piene dei fiumi hanno travolto case, camion e strade nei distretti montuosi al confine con la Cina, mentre le autorità sono impegnate nelle operazioni di soccorso. Tra i dispersi ci sono 32 membri della polizia nepalese e della Armed Police Force nella località di Timure, vicino al confine con la Cina. Altri 60 lavoratori legati al progetto idroelettrico Langtang Khola risultano irreperibili. Risultano inoltre dispersi 15 dipendenti dell'ufficio doganale di Rasuwa a Timure, secondo quanto riferito dal responsabile dell'ufficio Rajendra Dhungana.

Ricerca e soccorso

Le operazioni di ricerca e soccorso sono in corso e vedono impegnati l'esercito nepalese, la polizia e la Armed Police Force, con personale specializzato, squadre mediche e mezzi per la gestione delle emergenze. Secondo Nepal News, nelle aree colpite vengono inoltre inviati rifornimenti di emergenza, mentre i droni sono utilizzati per mappare i danni e individuare eventuali persone rimaste isolate. I soccorritori stanno concentrando le ricerche anche nelle aree della dogana e dello scalo di Rasuwagadhi, dove alcune persone potrebbero essere rimaste sepolte. Le autorità hanno intanto invitato la popolazione che vive lungo i fiumi Bhote Koshi e Trishuli ad allontanarsi dalle rive e a raggiungere luoghi sicuri, a causa della minaccia rappresentata dalle acque trattenute lungo i corsi d'acqua.

Anche il versante cinese

L'emergenza ha coinvolto anche il versante cinese del confine. I media statali di Pechino hanno riferito di una frana che si è verificata intorno alle 10:30 ora locale (le 4:30 in Svizzera), nella zona del porto commerciale di Gyirong, in Tibet, parlando di numerose vittime e dispersi. Il presidente cinese, Xi Jinping, ha ordinato di rafforzare le operazioni di ricerca e soccorso e di fare il possibile per ridurre il numero delle vittime. Le autorità hanno inoltre avvertito del rischio di frane lungo le strade della regione. Xi ha chiesto di fare tutto il possibile per cercare e soccorrere le persone disperse, trasferire e sistemare gli abitanti minacciati dall'evento e accelerare le cure ai feriti. Un soccorritore ha riferito alla CCTV che per raggiungere la zona interessata sono necessarie almeno quattro ore, perché i percorsi di accesso sono ostruiti da uno strato di sedimenti profondo circa 1,5 metri.

341 stranieri dispersi da 26 Paesi

Secondo l'ultimo aggiornamento dell'Ente del Turismo del Nepal, risultano ancora disperse 403 persone, tra cui 61 nepalesi e 341 stranieri. Lo riporta la BBC secondo cui tra i dispersi, 200 sono donne e 203 uomini. Secondo la BBC, si ritiene che gli stranieri provengano da 26 Paesi diversi: dall'India risultano dispersi 133, dagli Stati Uniti 47 e dal Regno Unito 33. L'elenco, riportato dal quotidiano nepalese Republica, prosegue con 24 provenienti dal Canada e 19 dalla Malesia. La lista comprende inoltre cittadini di Bielorussia, Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, Irlanda, Israele, Lituania, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Portogallo, Russia, Singapore, Sudafrica, Spagna, Ucraina, Giappone e Filippine. Secondo l'Ente del Turismo, che cita tour operator, la maggior parte dei passeggeri era diretta a Mansarovar, vicino al confine tra India e Nepal.

«Nessuna vittima svizzera»

Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) si è detto «profondamente colpito» da quanto accaduto. Al momento non risultano informazioni su vittime svizzere. Chiarimenti sono in corso. I cittadini elvetici presenti sul posto sono invitati a seguire le istruzioni delle autorità locali. La rappresentanza svizzera di Kathmandu è in contatto con gli organismi competenti sul posto. La Confederazione ha espresso, tramite il social X, la propria solidarietà al popolo nepalese in questo difficile momento. «I nostri pensieri sono con tutti coloro colpiti da questa catastrofe», ha scritto il DFAE.