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Allarme urgente ai civili di Doha e Dubai, residenti invitati a evacuare
©HANNIBAL HANSCHKE
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2 giorni fa
Il Centro operativo mediatico iraniano ha diramato un'allerta per specifiche aree delle due città, affemando personale militare statunitense si nasconde in quelle zone e che potrebbero essere prese di mira nelle prossime ore – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
un giorno fa
Attacco israeliano sulla periferia sud di Beirut

Aerei da guerra israeliani hanno colpito la zona sud di Beirut. Lo riporta Al Jazeera, che riferisce di un massiccio attacco aereo su Dahieyh, la periferia meridionale di Beirut. Vengono uditi aerei israeliani volare a bassa quota sopra la città pochi istanti dopo una forte esplosione che ha scosso la capitale libanese.

un giorno fa
Allarme per civili a Doha e Dubai, residenti invitati a evacuare

Il Centro operativo mediatico iraniano ha diramato un allarme urgente ai civili in specifiche aree di Dubai e Doha, esortando i residenti ad evacuare immediatamente e affermando che personale militare statunitense si nasconde in quelle zone e che potrebbero essere prese di mira nelle prossime ore. Lo riporta la televisione iraniana Press Tv.

un giorno fa
Teheran: «Chi rifornisce la portaerei USA Ford può essere un obiettivo»

Le forze iraniane hanno avvertito che le strutture di supporto collegate alla portaerei statunitense schierata nella regione potrebbero diventare obiettivi militari. Lo riporta Al Jazeera, citando l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, secondo cui un portavoce del Comando Centrale Khatam al-Anbiya ha dichiarato: «La presenza della portaerei statunitense Gerald Ford nel Mar Rosso è considerata una minaccia per la Repubblica Islamica dell'Iran».

Il portavoce ha aggiunto che «i centri logistici e di assistenza per la suddetta flotta nel Mar Rosso sono considerati un obiettivo delle forze armate della Repubblica Islamica dell'Iran».

un giorno fa
L'Amministrazione Trump è pronta ad annunciare una coalizione per Hormuz

L'amministrazione Trump prevede di annunciare già questa settimana che diversi Paesi hanno accettato di formare una coalizione che scorterà le navi lungo lo Stretto di Hormuz, che si estende lungo la costa iraniana. Sono ancora in corso discussioni, tuttavia, per stabilire se tali operazioni inizieranno prima o dopo la fine delle ostilità. Lo scrive il Wall Street Journal. La Casa Bianca si è rifiutata di commentare l'annuncio previsto, che potrebbe subire variazioni a seconda dell' evolversi del conflitto. Molti Paesi si sono mostrati evasivi su una tale missione di scorta fino alla cessazione delle ostilità per i rischi connessi.

un giorno fa
Berlino; «Non parteciperemo a un'operazione per lo Stretto di Hormuz»

Berlino non parteciperà a un eventuale intervento internazionale per proteggere le navi commerciali nello Stretto di Hormuz. Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ai microfoni dell'Ard. «Diventeremo presto una parte attiva di questo conflitto? No», ha sottolineato il capo della diplomazia tedesca, sottolineando che «il governo ha una posizione molto chiara su questo punto, espressa anche dal cancelliere Friedrich Merz e dal ministro della Difesa, Boris Pistorius». La sicurezza nello Stretto di Hormuz, ha aggiunto, potrà essere garantita «solo attraverso una soluzione negoziata» e «parlando anche con l'Iran».

un giorno fa
Trump e Starmer si sentono, focus sulla riapertura di Hormuz

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro britannico Keir Starmer si sono sentiti in serata e hanno parlato dell'«importanza di riaprire lo Stretto di Hormuz», attualmente bloccato dall'Iran. Lo ha fatto sapere Downing Street.

I due leader hanno discusso «dell'attuale situazione in Medio Oriente e dell'importanza di riaprire lo Stretto di Hormuz al fine di porre fine all'interruzione del traffico marittimo globale, che sta facendo aumentare i costi in tutto il mondo», secondo una portavoce di Downing Street.

Ieri Trump aveva esortato i paesi che dipendono dal petrolio che transita attraverso lo Stretto di Hormuz a garantirne la sicurezza in coordinamento con gli Stati Uniti.

un giorno fa
Teheran: «Contattati da diversi Paesi per un passaggio sicuro a Hormuz»

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che diversi Paesi hanno contattato l'Iran per ottenere un passaggio sicuro per le proprie navi attraverso lo Stretto di Hormuz.

«Non posso citare alcun Paese in particolare», ha detto il capo della diplomazia di Teheran in un'intervista alla Cbs News, aggiungendo che «spetta alle nostre forze armate decidere in merito».

Araghchi ha riferito anche che le forze armate iraniane hanno già consentito a un gruppo di navi, appartenenti a diversi Paesi, di attraversare lo Stretto di Hormuz in sicurezza, attribuendo la responsabilità dell'insicurezza nello strategico braccio di mare, dove transita il 20% del greggio mondiale, al presidente americano Donald Trump e al suo attacco contro l'Iran.

«Siamo pronti a difenderci per tutto il tempo necessario. Questo è ciò che abbiamo fatto finora, e continueremo a farlo finché il presidente Trump non arriverà a comprendere che questa è una guerra illegale, priva di possibilità di vittoria», ha rincarato il ministro. «Ci sono, come sapete, persone che vengono uccise semplicemente perché il presidente Trump vuole divertirsi. Questa è una guerra di scelta, voluta dal presidente Trump e dagli Stati Uniti, e noi continueremo a esercitare il nostro diritto all'autodifesa», ha assicurato Araghchi.

Sulla possibilità di colloqui e di proposta da parte iraniana, «tutto dipende dal futuro. Se, in un qualsiasi momento futuro, dovessimo decidere di avviare negoziati con gli Stati Uniti o con altri interlocutori, allora - come sapete - potremmo valutare cosa mettere sul tavolo. Per il momento, però, non c'è nulla sul tavolo».

un giorno fa
«Colloqui tra Israele e Libano nei prossimi giorni»

Israele e Libano dovrebbero iniziare colloqui per i negoziati nei prossimi giorni. Lo riferiscono i media israeliani citando Reuters, che riporta due fonti israeliane.

un giorno fa
Israele annuncia la riapertura parziale del valico di Rafah

Israele ha annunciato la riapertura parziale del valico di Rafah, che collega la Striscia di Gaza al territorio palestinese, a partire da mercoledì prossimo. Lo riporta un comunicato ufficiale.

Chiuso dall'inizio dei bombardamenti israelo-americani contro l'Iran, il 28 febbraio, «il valico di Rafah riaprirà al traffico in entrambe le direzioni a partire da mercoledì 18 marzo, ma solo per un numero limitato di persone», si legge in un comunicato stampa del Cogat, l'agenzia per gli affari civili del Ministero della Difesa israeliano.

Il valico di Rafah, situato tra l'Egitto e Gaza, territorio sotto controllo israeliano, rappresenta l'unica via d'accesso al mondo esterno per gli abitanti di Gaza che non passa attraverso Israele.

un giorno fa
Cinque feriti in un attacco all'aeroporto di Baghdad

Un attacco missilistico all'aeroporto internazionale di Baghdad, che ospita una sede diplomatica statunitense, ha ferito cinque persone oggi, tra cui membri del personale di sicurezza, secondo quanto riferito dalle autorità irachene.

"Cinque razzi hanno preso di mira l'aeroporto internazionale di Baghdad e l'area circostante, ferendo quattro dipendenti dell'aeroporto e del personale di sicurezza, e un ingegnere", ha dichiarato il servizio stampa della sicurezza in un comunicato.

Ha aggiunto che i razzi "hanno colpito l'aeroporto e un impianto di desalinizzazione dell'acqua", mentre altri sono caduti vicino a una prigione dove sono detenuti sospetti membri del gruppo Stato Islamico e a una base aerea irachena adiacente a una sede diplomatica statunitense.

un giorno fa
«I caschi blu dell'Onu presi di mira in Libano»

I caschi blu dell'Onu sono stati presi di mira da colpi d'arma da fuoco «probabilmente da gruppi armati non statali». Lo fa sapere l'Unifil, la forza militare di interposizione dell'Onu in Libano.

«Oggi, i caschi blu dell'Unifil sono stati bersagliati da colpi d'arma da fuoco, probabilmente da gruppi armati non statali, in tre diverse occasioni mentre effettuavano pattugliamenti intorno alle loro basi» nel Libano meridionale, ha affermato la forza, aggiungendo che «due pattuglie hanno risposto al fuoco per autodifesa e, dopo brevi scambi, hanno ripreso le loro attività programmate. Nessun soldato di pace è rimasto ferito».

un giorno fa
«Dietro agli attentanti in Belgio e Olanda ci sono i pasdaran»

«Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche continua a finanziare ed esportare il terrorismo in tutto il mondo»: lo twitta il ministero degli Esteri israeliano condividendo le notizie secondo cui dietro gli attentati contro siti ebraici in Belgio e in Olanda vi sia un gruppo jihadista legato alle milizie filo-iraniane, 'Movimento islamico dei compagni della destra', che ha rivendicato gli attacchi.

un giorno fa
La Cina: «Avremo un ruolo costruttivo per la de-escalation in Medio Oriente»

Dopo l'invito di Donald Trump a molti Paesi, Cina inclusa, a dispiegare navi da guerra nello Stretto di Hormuz per mettere in sicurezza la regione, un portavoce dell'ambasciata cinese a Washington ha affermato, in una nota citata dalla Cnn, che «tutte le parti hanno la responsabilità di garantire un approvvigionamento energetico stabile e senza intoppi».

Quale «amico sincero e partner strategico dei Paesi mediorientali, la Cina continuerà a intensificare le comunicazioni con le parti interessate - incluse le parti coinvolte nel conflitto - e a svolgere un ruolo costruttivo ai fini della de-escalation e del ripristino della pace».

un giorno fa
«Otto poliziotti uccisi da un attacco israeliano»

Fonti ospedaliere affermano che otto agenti di polizia sono stati uccisi oggi in un attacco israeliano che ha preso di mira il loro veicolo nella parte centrale del territorio, nonostante il cessate il fuoco entrato in vigore il 10 ottobre 2025 tra Israele e Hamas.

La Protezione Civile di Gaza ha riferito di quattro morti in un altro bombardamento israeliano. «Otto martiri sono stati ricoverati in seguito a un attacco contro un veicolo della polizia nella città di Al-Zawaida, nella parte centrale» del territorio palestinese, ha dichiarato l'ospedale Al-Aqsa nella città di Deir el-Balah.

Il Ministero degli Interni di Gaza, controllato da Hamas, ha confermato il bilancio delle vittime, specificando che tutte le vittime erano agenti di polizia, incluso il capo della polizia nella parte centrale del territorio, il colonnello Iyad Abu Yousef.

In precedenza, la Protezione Civile di Gaza, un'organizzazione di primo soccorso che opera sotto l'autorità di Hamas, aveva annunciato la morte di quattro persone in un raid aereo israeliano: «quattro civili, tra cui una donna incinta», uccisi in un bombardamento israeliano della loro casa nel campo profughi di Nuseirat, anch'esso nella parte centrale del territorio, secondo il portavoce di Hamas Hazem Qassem. Contattato dall'AFP in merito ai due raid, l'esercito israeliano ha dichiarato di star «verificando» le notizie.

2 giorni fa
Sale il bilancio dei raid israeliani in Libano: 850 i morti e 2.105 i feriti

Il bilancio dei raid israeliani in Libano dal 2 marzo è salito a 850 morti, tra cui 107 bambini, e 2.105 feriti. Lo riferisce il ministero della Sanità di Beirut. In due settimane di guerra tra le vittime ci sono anche 66 donne e 32 operatori sanitari, aggiunte il comunicato.

2 giorni fa
L'Iran a Trump: «Non vediamo alcuna ragione per negoziare»

L'Iran «non vede alcuna ragione di negoziare» con gli Stati Uniti. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Araghchi intervistato da Face the Nation sulla Cbs, commentando le parole di Donald Trump secondo cui Teheran vuole «concludere un accordo» per porre fine alla guerra.

«Avevamo colloqui in corso con loro quando hanno deciso di attaccarci ed è la seconda volta» che succede, ha sottolineato Araghchi in riferimento ai raid Usa sull'Iran di giugno 2025 durante i negoziati.

2 giorni fa
Restano chiuse le suole in Iran, attività solo da remoto

Restano al momento chiuse le scuole in Iran con le attività che si svolgeranno esclusivamente da remoto: in un post su Telegram, l'agenzia di stampa iraniana Fars ha citato il portavoce del ministero iraniano dell'Istruzione secondo cui le «attività scolastiche» nel Paese si svolgeranno da remoto fino alla fine di marzo, e che la riapertura delle scuole sarà oggetto di valutazione a causa della guerra tra Stati Uniti e Israele. Lo scrive il Guardian.

2 giorni fa
Cnn: «Israele prevede almeno altre tre settimane di guerra in Iran»

Israele prevede almeno altre tre settimane di guerra in Iran, con «migliaia di obiettivi» ancora da colpire. Lo ha dichiarato l'esercito israeliano alla Cnn.

«Abbiamo migliaia di obiettivi da colpire. In coordinamento con i nostri alleati USA, abbiamo piani fino almeno a Pesach (la Pasqua ebraica), tra circa tre settimane. E abbiamo ulteriori piani anche per le tre settimane successive», ha detto il portavoce dell'Idf Effie Defrin citato dalla Cnn.

2 giorni fa
Iran: «La guerra finirà quando saremo certi che non si ripeterà»

La guerra finirà solo quando l'Iran sarà «sicuro» che non possa ricominciare. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.

«Questa guerra finirà quando saremo certi che non si ripeterà e che verranno pagate le riparazioni. Lo abbiamo vissuto l'anno scorso: Israele ha attaccato, poi gli Stati Uniti... si sono riorganizzati e ci hanno attaccato di nuovo», ha detto il capo della diplomazia di Teheran ad Al-Araby Al-Jadeed, riferendosi alla guerra dei 12 giorni lo scorso giugno.

2 giorni fa
La Spagna trasferisce forze speciali dall'Iraq per motivi di sicurezza

A causa del deterioramento della situazione di sicurezza in Iraq e dell'impossibilità di proseguire le operazioni previste, la Spagna ha deciso di procedere con il «ridislocamento temporaneo» del suo Gruppo di Operazioni Speciali (Sotg), in attesa dell'evolvere della situazione. Lo rende noto il ministero della Difesa spagnolo.

Tutti i membri del gruppo sono stati trasferiti in luoghi sicuri senza registrare incidenti. Il trasferimento è stato effettuato in stretta collaborazione con le autorità irachene, con il supporto della Coalizione internazionale e con un costante «aggiornamento alle nostre forze amiche e alleate», assicura la Difesa in una nota.

Nonostante la misura, Madrid assicura che l'impegno della Spagna verso la Coalizione e la stabilità dell'Iraq resta invariato, anche se la crescente instabilità della zona ha reso necessaria questa decisione la sicurezza delle truppe spagnole.

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