
La città di Phoenix sta lentamente e inesorabilmente sprofondando nel terreno: ad affermarlo sono i ricercatori dell'Arizona State University, secondo cui il cedimento della terra è causato dall'estrazione di enormi quantità di acque sotterranee nel corso dei decenni. Questo, spiegano, nel corso del tempo causerà problemi strutturali a canali, fogne e infine anche alle fondamenta degli edifici. Tuttavia, i cittadini per ora non devono farsi prendere dal panico, afferma la ricercatrice Megan Miller, co-autrice dello studio pubblicato sul Journal of Geophysical Research. "È un processo lento, e difficilmente causerà fenomeni catastrofici - aggiunge - Però potenzialmente può provocare costosi danni strutturali, è qualcosa che bisogna tenere d'occhio". Se la tendenza continuerà per diversi anni, infatti, le crepe sul terreno continueranno ad allargarsi, con numerosi conseguenti danni. Secondo l'Arizona Department of Water Resources, i cedimenti si sono verificati a partire dai primi del Novecento.
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