
Bufera in Belgio sul ministro della Difesa, Theo Francken, finito al centro di un'inchiesta della trasmissione Pano - in onda sull'emittente pubblica fiamminga Vrt - che mette sotto la lente la gestione degli allarmi sui droni e i successivi acquisti militari, con sospetti di possibili favoritismi nell'assegnazione degli appalti.
Il servizio si concentra sulla cosiddetta crisi dei droni, mettendo nel mirino la presunta enfasi sulle segnalazioni sopra siti sensibili, come l'aeroporto di Zaventem, e la risposta del governo con procedure d'urgenza per dotarsi di sistemi anti-drone per decine di milioni di euro.
Francken ha respinto le accuse in aula, passando al contrattacco. Si tratta di «insinuazioni a buon mercato» e di un'operazione mediatica «priva di prove», ha affermato in Parlamento l'esponente dei nazionalisti fiamminghi, ribadendo che la minaccia era reale e che il Belgio doveva intervenire rapidamente in assenza di strumenti adeguati.
Il ministro ha però ammesso un errore: un video da lui fornito ai media, presentato come prova della presenza di un drone, mostrava in realtà un elicottero della polizia. «Doloroso, ma me ne assumo la responsabilità», ha affermato, sostenendo tuttavia che il resto delle accuse non abbia fondamento e denunciando un uso distorto di documenti militari.

