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Estero
Allargamento: Ue, tempi ancora lunghi per Turchia e Balcani
Redazione
19 anni fa

Non ci saranno battute d'arresto né bacchettate sulle mani inaspettate, ma i paesi candidati all'ingresso nell'Unione europea dovranno aspettare "tempi medi o lunghi" per guadagnarsi un posto a Bruxelles. Il rapporto annuale della Commissione Ue sui progressi degli aspiranti stati membri, che il commissario all'allargamento Olli Rehn presenterà domani, non boccia Turchia e Balcani ma li rimanda in parecchie materie, soprattutto diritti umani e giustizia. L'Unione europea manterrà dunque i suoi confini almeno fino all'ingresso della Croazia, l'unico paese, tra quelli candidati, che potrebbe avere tutte le carte in regola nel giro di cinque anni. Considerati i progressi del paese che dal 2005 ha già aperto 14 dei 35 capitoli dei negoziati di adesione (la Turchia, nello stesso periodo, ne ha aperti solo quattro), Zagabria ha buone possibilità, secondo Bruxelles, di compiere progressi importanti in poco tempo. La Turchia, scampata una nuova crisi d'autunno - lo scorso anno una parte dei negoziati furono congelati per il rifiuto di Ankara di aprire porti e aeroporti a Cipro - ha ancora parecchia strada da fare nel campo dei diritti umani oltre che nella questione cipriota. Il rapporto di Bruxelles ricorderà al governo del premier Recep Tayyip Erdogan che bisogna dare seguito in fretta alle promesse di revisione dell'articolo 301 del codice penale che la Ue considera una forte limitazione alla libertà d'espressione. Inoltre, preoccupano ancora il rispetto delle minoranze religiose, dei curdi e dei diritti delle donne. Per quanto riguarda il resto dei Balcani (Macedonia, Albania, Montenegro, Bosnia-Erzegovina e Serbia) la Commissione non mancherà di sottolineare che il processo di riforma, nel 2007, ha avuto un passo lento e che occorrono maggiori sforzi per rivedere il sistema giudiziario e combattere con più convizione la corruzione e il crimine organizzato. ATS

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