
Il tribunale criminale presso la Corte di Algeri ha condannato ieri il cittadino algerino Skander Senani a quattro anni di prigione per "spionaggio a favore di Stati esteri". Lo ha indicato oggi la stampa del Paese nordafricano, precisando che il 36enne ha fornito informazioni relative all'ex regime libico di Muammar Gheddafi alla Francia e alla Svizzera. Stando al quotidiano algerino "Le Temps", dopo due anni trascorsi in Libia lavorando per Hannibal Gheddafi, l'uomo era fuggito verso il suo paese d'origine perché aveva subito maltrattamenti. Poco dopo, il 7 maggio 2010, fu arrestato in Algeria con l'accusa di aver trasmesso informazioni a diplomatici francesi e svizzeri. L'imputato ha poi ammesso di "aver effettivamente contattato le ambasciate di Francia e Svizzera e fornito loro informazioni segrete relative all'ex regime libico". Secondo l'atto d'accusa, l'uomo avrebbe rivelato ai diplomatici progetti di attentati nei loro rispettivi paesi, tra cui uno contro l'aeroporto di Ginevra-Cointrin. Tuttavia l'imputato ha confessato di aver "inventato lo scenario delle pianificazioni di attentati per vendicarsi" delle violenze subite da parte di Hannibal Gheddafi. Ieri, in tribunale, l'uomo ha pure ammesso di non aver informato né le autorità algerine né i servizi segreti di questa vicenda. "I responsabili dell'ambasciata svizzera mi hanno proposto l'asilo politico e altri servizi, nonché offerto un telefonino, un microchip e una somma di denaro, prima di lasciarmi perdere per motivi che ignoro", ha detto Senani. ATS
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