
E ancora in corso il blitz dell'esercito algerino al sito di In Amenas. Le conferme arrivano da fonti della sicurezza locale e da Parigi, mentre resta incerto il numero degli ostaggi e delle vittime. Intanto le forze di sicurezza algerine hanno riferito che l'operazione condotta al sito ha permesso di salvare centinaia di ostaggi evitando in questo modo il disastro. Da parte loro i sequestratori hanno chiesto alla Francia di negoziare la fine della guerra in Mali e hanno proposto di liberare alcuni ostaggi americani contro due terroristi islamici detenuti negli Usa, tra cui Omar Abdel Rahman, ritenuto l'ispiratore dell'attacco al World Trade Center del 1993. La situazione è "fluida" ed è "pericolosa", ha avvertito il primo ministro britannico David Cameron, precisando che la "minaccia terroristica è stata eliminata in una parte dell'impianto, ma il pericolo rimane in un'altra parte". Duro il responsabile della difesa degli Stati Uniti, Leon Panetta, in visita a Londra: "i terroristi non troveranno riparo in Algeria, in Nordafrica o altrove". In mancanza di fonti giornalistiche indipendenti sul posto restano incerte le cifre su un bilancio ufficiale delle vittime: al-Jazira riferisce che sono 30 gli ostaggi morti nel blitz, di cui sette stranieri, mentre fonti della sicurezza algerina precisano che sono 18 i terroristi rimasti uccisi ieri. Incerto anche il numero degli ostaggi: fonti della sicurezza locale citate dall'agenzia Aps parlano di "639 ostaggi liberi, tra cui oltre 66 stranieri". Il Giappone ha espresso "profonda preoccupazione" per l'esito delle operazioni finalizzate a liberare gli ostaggi detenuti dagli integralisti islamici, mentre la Francia si è astenuta da ogni critica sull'operato di Algeri. La giustizia francese ha però aperto un'indagine sulla presa di ostaggi. ATS
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