
Dopo più di due mesi dalle elezioni legislative, l'Algeria, anche se ha un nuovo parlamento, non si è ancora data un esecutivo. Una situazione di paralisi completa, conseguenza di un clima di contrapposizione e veti incrociati tra partiti e di vere faide al loro interno. Quel che è più incredibile è che, dopo le legislative del 10 maggio, i partiti della vecchia maggioranza, il Fronte nazionale di Liberazione (quello del presidente della repubblica, Abdelaziz Bouteflika) e il Rassemblement national democratique (formazione del premier Ahmed Ouyahia) avevano confermato la loro leadership, con la maggioranza assoluta e soprattutto fermando la "marea verde" dei movimenti islamici. Ma, evidentemente, la vittoria ha riaperto le ferite in seno ai due massimi partiti, che si sono ritrovati a fare i conti con lacerazioni interne legate a scontri tra vecchi leoni, ma anche con le rivendicazioni delle nuove leve. Conseguenza di tutto questo è lo stallo, che continuerà almeno sino a settembre, per la 'treguà politica che tradizionalmente viene rispettata per il Ramadan. ATS
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