
Alcune vittime del criminale sessuale Jeffrey Epstein ieri hanno presentato denuncia contro il governo statunitense e l'azienda informatica Google, in seguito alla divulgazione accidentale della loro identità in alcuni documenti pubblicati in rete dal Dipartimento di giustizia.
Questo ministero in gennaio ha pubblicato in linea oltre tre milioni di documenti relativi all'indagine sul finanziere pedofilo statunitense morto suicida in carcere, compresi i suoi legami con personalità di spicco. In questi documenti sono stati resi noti i nomi di alcune vittime che avrebbero dovuto rimanere anonime.
Il Dipartimento di giustizia «ha rivelato l'identità di circa 100 vittime del predatore sessuale condannato, rendendo pubbliche le loro informazioni private e identificandole agli occhi del mondo intero», si legge nella denuncia presentata dinanzi a un tribunale di San Francisco (California), che l'agenzia di stampa France-Presse (Afp) ha consultato.
«Anche dopo che il governo ha riconosciuto che tale divulgazione violava i diritti delle vittime e ha ritirato le informazioni, alcuni operatori in rete come Google continuano a ripubblicarle, rifiutando le richieste delle vittime di cancellarle», deplorano gli autori della denuncia.
Stando a quest'ultima, Google continua a mostrare le informazioni personali delle vittime nei risultati di ricerca e nei contenuti generati dall'intelligenza artificiale.

