
Il giornale "TemA', tra le testate più critiche nei confronti del governo albanese di Sali Berisha, non potrà essere domani in edicola perché la polizia ha circondato oggi la sede della redazione e della sua tipografia, impedendo ai giornalisti di entrarci. Decine digiornalisti, editori e responsabili di diverse testate hanno protestato a sostegno dei colleghi accusando il premier di "un vergognoso atto di vendetta politica contro la stampa libera". Lo scontro fra le autorità e 'TemA' è stato provocato dalla decisione del governo di rinunciare unilateralmente ad un contratto di concessione stipulato nel 2007 con la testata, in base al quale al giornale era stata data in affitto una parte abbandonata di un edificio di proprietà dello Stato. Secondo leautorità l'edificio è stato incluso in una zona proclamata di massima sicurezza poiché lì vicino sono state istallate le attrezzature per la produzione delle nuove carte di identità e dei nuovi passaporti. La polizia oggi non ha voluto tenere conto della decisione della Corte di Tirana che sospende l'ordine del governo fino a che non ci sarà un suo verdetto finale. "E' gravissimo che un governo ignori le decisioni dei Tribunali", ha dichiarato all'Ansa Mero Baze, editore di TemA, fino a due anni fa un exstrettissimo collaboratore di Berisha ed attualmente una dellevoci più critiche nei suoi confronti. Baze è autore di una serie di articoli e trasmissioni tv che hanno denunciato alcuni casi dove ci sono forti sospetti di corruzione. La notte prima di Capodanno la sua auto privata è stata bruciata in circostanze misteriose. "Quanto stasuccedendo non è uno scontro personale tra me e Berisha -afferma Baze - il premier vuole solo intimidire i media che sioppongono a lui". ATS
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