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Al voto con il sogno di un'Irlanda unita
Al voto con il sogno di un'Irlanda unita
Al voto con il sogno di un'Irlanda unita
Redazione
7 anni fa
Alle elezioni irlandesi la sinistra nazionalista dello Sinn Fein è in testa e vuole l'unione con il Nord

L'Irlanda si reca oggi al voto e potrebbe vedere cambiare drasticamente la sua linea politica: lo Sinn Fein, il partito della sinistra nazionalista, sarebbe infatti alla testa ai sondaggi assieme al partito di centrodestra Fianna Fáil e davanti al partito di governo Fine Gael, sceso nei sondaggi. Difficile quindi la rielezione di Leo Varadka, nonostante la crescita record che il Paese ha visto durante il suo mandato: il 5,6% annuo, la più rapida dell'intera Unione Europea.

Il passato alle spalleIl Sinn Fein era un tempo l'organo politico dell'IRA, l'organizzazione nazionalista irlandese che sarebbe stata responsabile di oltre 6000 morti nel secondo dopoguerra durante i disordini che hanno coinvolto l'Irlanda del Nord. Dopo gli accordi del Venerdì Santo del 1998 il partito si è però distanziato dalla lotta armata e oggi cavalca i temi caldi di quest'elezione, come l'accesso alla sanità, agli alloggi, e la fine dei regimi fiscali preferenziali per ricchi e multinazionali. Sarebbe questo il segreto che gli avrebbe consentito acquisire così rapidamenti consensi, passando dal 13,8% delle ultime elezioni al 24% attuale.

Patto di governo a una condizioneAd ogni modo, nessuno dei tre partiti in lizza per il governo avrà probabilmente i numeri per governare da solo. Il Sinn Fein sarebbe infatti al 24%, il Fianna Fáil di centrodestra al 25% e il Fine Gael oggi al governo attorno al 21%. Sarà quindi probabilmente indispensabile un governo di coalizione per consentire di governare il Paese, pena lo stallo istituzionale. Il partito di sinistra però, che con i suoi risultati potrebbe ambire ad essere l'ago della bilancia, ha posto una condizione inderogabile per allearsi: un referendum per la riunificazione all'Irlanda del Nord entro il 2025.

La Brexit ha cambiato tuttoLa spregiudicata leader del partito Mary Lou McDonald, in gran parte responsabile per l'ascesa dello Sinn Fein, ha dunque rimesso sul tavolo una questione spinosa. Per decenni, dagli anni '60 fino a fine anni '90, la questione nordirlandese era stata una ferita aperta sia per l'Irlanda che per il Regno Unito, segnata dalle lotte tra protestanti e cattolici. Negli ultimi anni, durante le trattative tra Gran Bretagna e Unione Europea esisteva un tacito accordo tra forze politiche secondo il quale non bisognava interferire con la questione della frontiera con l'Irlanda del Nord, per non creare ulteriori problemi. A Brexit avvenuta questo accordo non è stato ovviamente più necessario. E ora la questione è più che mai aperta.

Le urne chiudono alle oggi alle 22, dovremo quindi probabilmente aspettare domani per capire in che direzione si muoverà l'Irlanda per i prossimi 5 anni.

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