
"È stata l'Italia che mi ha fatto capire che l'agricoltura può essere un atto artistico". Lo ha detto Wendell Berry, scrittore, docente di letteratura alla New York University e piccolo agricoltore, ma soprattutto profeta della filiera agroalimentare a Km zero, ritirando a Forlimpopoli il premio Pellegrino Artusi, riconoscimento assegnato ad un personaggio internazionale che si sia distinto per il contributo alla riflessione sui rapporti fra l'uomo e il cibo. Assegnato in passato a personaggi come il premio Nobel Muhammad Yunus e Vandana Shiva, il premio è stato assegnato a Berry non solo per la filosofia che mira a consumare prodotti su cui non gravino i costi dei trasporti, ma anche per i farmer's market di cui è stato promotore in California. "Non ho la ricetta per cambiare il mondo - ha detto lo scrittore americano - ma quando negli anni Sessanta ho trascorso un periodo di studio a Firenze ho scoperto che le opere d'arte non erano solo nei musei e nei palazzi, ma anche nella campagna toscana e questo mi ha fatto comprendere che le mie colline nel Kentucky erano state usate male ed ho cominciato a riflettere sull'agricoltura". Wendell Berry nel ricevere il premio ha sostenuto la "necessità di un'agricoltura più sostenibile, che provochi meno erosione al suolo e salvaguardi la terra per le generazioni future". ATS
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