
Si tiene oggi ad Aarau il processo d'appello per l'assassinio di Lucie, la ragazza alla pari friburghese uccisa brutalmente il 4 marzo 2009 da un 29enne condannato in primo grado a vent'anni di carcere e all'internamento ordinario. In seguito ai ricorsi del Ministero pubblico e dei famigliari della vittima, il Tribunale cantonale deve decidere se pronunciare l'internamento a vita. I giudici sono inoltre chiamati ad esaminare il capo d'accusa di perturbamento della pace dei morti e a pronunciarsi sull'ammontare delle riparazioni per torto morale da versare ai fratelli e alle sorelle della vittima. L'assassinio di Lucie aveva scosso la Svizzera: il 4 marzo del 2009, dopo aver acquistato e consumato cocaina, l'uomo incontrò l'adolescente alla stazione centrale di Zurigo e le propose di posare come modella, promettendole un compenso di 500 franchi. L'adolescente friburghese, che lavorava come ragazza alla pari presso una famiglia a Pfäffikon (SZ), lo seguì nel suo appartamento a Rieden, vicino a Baden, dove fu brutalmente uccisa. La ragazza fu colpita con un manubrio per il sollevamento pesi e quindi sgozzata con un coltello. L'assassino - che già nel 2003 aveva cercato di strangolare una giovane donna - si consegnò il giorno seguente alla polizia. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

