
Qualcosa come 700 milioni di franchi per smantellare una discarica costruita con 600 000 franchi e rimasta in funzione solo sette anni. Sono cominciati stamattina con un simbolico colpo di vanga i lavori per la bonifica della discarica per rifiuti speciali di Kölliken (AG), la più grande della Svizzera. Durante il risanamento, che dovrebbe terminare nel 2012, dovranno essere asportate più di 500 000 tonnellate di rifiuti tossici e terra contaminata. "È una vittoria della ragione", ha affermato il capo del dipartimento delle costruzioni argoviese Peter C. Beyeler. Il progetto è gigantesco e unico in Europa, non solo per quanto riguarda i costi, ma anche per la complessità architettonica, logistica e della tecnica di smaltimento, ha spiegato Beyeler. È stato fatto tutto il possibile affinché il risanamento sia un successo, ma "non possiamo ancora dire cosa ci aspetterà quando cominceranno gli scavi e si aprirà il vaso di Pandora", ha aggiunto. La discarica di Kölliken era stata aperta nel maggio del 1978, ma era poi stata chiusa dopo soli sette anni, nel 1985, perché troppo inquinante. Il sito era inizialmente considerato come esemplare e sicuro, ma l'allora elogiata geologia del sottosuolo si è poi rilevata una grande delusione e i relativi studi "un grosso errore", quando le sostanze tossiche sono penetrate nel terreno, ha detto il consigliere di stato Beyeler. "Nessuno si aspettava allora che sarebbe rimasta in funzione solo sette anni e che ciò che era stato realizzato con 600 000 franchi, si sarebbe in seguito dovuto smantellare per mezzo miliardo di franchi", ha aggiunto. Dopo diverse misure di risanamento, nel 2000 è stato deciso si smantellare completamento la discarica e smaltirne il suo contenuto. Secondo il responsabile del dipartimento delle costruzioni argoviese, la colpa non deve però ricadere tutta sui responsabili di allora, che, decidendo di installare a Kölliken la discarica, agirono in buona fede. ATS
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