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Estero
Afghanistan: Washington e Londra più alleati che mai
Redazione
17 anni fa

Stati Uniti e Gran Bretagna sono "più che mai" convinti della necessità di continuare la guerra in Afghanistan. L'ipotesi di un ritiro, come sollecitato da una parte sempre più consistente dell'opinione pubblica britannica, non può essere presa in considerazione, anche se è vero che luglio è stato il mese più grave in termini di perdite da quando la guerra è cominciata, nel 2001. Nello stesso tempo è auspicabile in Afghanistan una strategia che coinvolga in modo più significativo i talebani moderati, e che insista in primo luogo sugli aspetti 'civili' del conflitto. Questo l'esito del lungo colloquio che il ministro degli esteri britannico, David Miliband, ha avuto a Washington con il segretario di Stato americano, Hillary Clinton. Oggetto dell' incontro, la situazione in Afghanistan, considerata da entrambi i governi una priorità assoluta soprattutto alla luce delle pesanti perdite registrate in quest'ultima fase del conflitto. Lunedì scorso, parlando a Bruxelles, Miliband aveva suggerito l'opportunità di una possibile nuova strategia basata sulla "riconciliazione" con la popolazione talebana moderata. Oggi a Washington il ministro britannico ha ribadito questa posizione. Che non significa però ammorbidire la linea militare, anzi. Miliband ha ribadito che Gran Bretagna e Stati Uniti sono in Afghanistan "per combattere un nemico comune" e che quella guerra resta per Londra "una questione di sicurezza nazionale". La perdita di vite umane addolora, ma se necessario Londra è pronta ad "inviare altre truppe" in aggiunta ai 9.000 soldati già presenti sul terreno. Analoga la posizione di Hillary Clinton, che ha detto di accogliere "in pieno" la linea di Milliband. "Il ministro ha pronunciato a Bruxelles un grande discorso, che condividiamo pienamente", ha detto il segretario di Stato Usa, che ha colto l'occasione per esprimere il suo cordoglio per le gravi perdite subite recentemente. Detto questo, "Stati Uniti e Gran Bretagna continueranno a stare fianco a fianco nella lotta contro un nemico che ha già colpito a New York, Washington e Londra". In Afghanistan "c'é ancora molto da fare". Ben venga la linea della "riconciliazione" con i talebani moderati, ma ogni strategia non può prescindere da quanto i comandi militari riferiscono ai loro governi. E, stando a quanto riferito oggi dalla Cnn, il comandante in capo delle forze americane in Afghanistan, generale Stanley McChrystal, ha intenzione di chiedere un significativo aumento delle truppe. La Gran Bretagna è presente in Afghanistan con 22 mila uomini. Gli Stati Uniti con 38mila uomini (erano 30mila fino all'aprile scorso). Il presidente Barack Obama, annunciando la nuova strategia, aveva detto in aprile che sarebbero stati inviati a Kabul altri 21mila soldati. Ora le inattese perdite del mese di luglio hanno dato alla questione Afghanistan un'urgenza particolare. Ma che porterà ad un aumento dei soldati, non al loro ritiro. ATS

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