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Afghanistan: USA, Obama in fase finale consultazioni
Redazione
17 anni fa

La Casa Bianca ha annunciato che il presidente Barack Obama è entrato nella "fase finale" delle sue consultazioni per la nuova strategia per l'Afghanistan, dove il numero delle uccisioni, tra i soldati Usa, ha toccato in ottobre un primato negativo. La morte di otto soldati in due diversi attacchi nel sud del paese ha portato a 56 il numero delle vittime americane in ottobre, il più alto dal 2001. Il Senato Usa ha approvato oggi una legge per consentire pagamenti in denaro ai Talebani che abbandoneranno la lotta armata - simile ad un programma sperimentato con successo a suo tempo in Iraq - mentre è inoltre emersa la notizia delle dimissioni del primo funzionario Usa in Afghanistan per protesta per come è combattuta la guerra. Matthew Hoh, un ex marine che ha prestato servizio anche in Iraq come soldato e come supervisore civile prima di essere inviato in Afghanistan, non ha preso la sua decisione a cuor leggero: ha riflettuto a lungo prima di scrivere la lettera di dimissioni. Una lettera articolata, che è stata letta con grande attenzione al Dipartimento di Stato e alla Casa Bianca, scritta da una persona che ha una profonda conoscenza della situazione in Afghanistan. "Capisco e confido negli obiettivi strategici della presenza degli Stati Uniti in Afghanistan - afferma la lettera di dimissioni, rivelata oggi dal quotidiano Washington Post - Ma ho dubbi e riserve sulla strategia che stiamo attuando: non sul come ma sul perché". Secondo Hoh, che è stato per mesi nella provincia di Zabul (una delle roccaforti dei Talebani), la presenza stessa delle truppe americane è un fattore innescante di violenza: i locali vedono nei soldati Usa una forza di occupazione. L'inviato speciale per l'Afghanistan e il Pakistan Richard Holbrooke, dopo avere visto la lettera e dopo aver parlato con Hoh, ha cercato di convincere l'ex-marine ad accettare un nuovo incarico a Washington, nel suo team, ricevendo così la opportunità di influenzare in modo diretto la politica Usa sull' Afghanistan. Anche l'ambasciatore americano a Kabul, Karl Eikenberry, ha tentato di convincere Hoh ad accettare un incarico nel suo staff, nella capitale afgana, invece di lasciare il paese. "Mentre non condivido la sua opinione che la guerra in Afghanistan non vale più la pena di essere combattuta - ha osservato Holbrooke - Sono d'accordo con molti elementi della sua analisi". Secondo Hoh è necessaria una presenza militare Usa più ridotta, fornendo nello stesso tempo più sostegno al Pakistan e accentuando le pressioni sul presidente Hamid Karzai per un governo meno corrotto. Sono alcune delle opzioni che sono anche all'esame di Obama che ha ribadito di non voler prendere 'decisioni affrettate' e ha promesso ai soldati "non intendo mettere a rischio le vostre vite a meno che non sia assolutamente necessario". Ma l'aumento inesorabile dei morti americani in Afghanistan - sono 278 dall'inizio dell'anno - rende urgente l'annuncio di una nuova strategia da parte di Obama con l'ex-vicepresidente Dick Cheney che già accusa la Casa Bianca di temporeggiare per paure di prendere una decisione. Per tamponare le critiche la Casa Bianca ha annunciato nelle ultime ore che Obama è nella "fase finale" delle consultazioni: venerdì vedrà di nuovo i suoi consiglieri militari. Ma non è stata ancora precisata una data per l'annuncio della nuova strategia. ATS

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