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Estero
Afghanistan: Usa; lavoreremo con prossimo presidente
Redazione
17 anni fa

Abdullah Abdullah si ritira dal ballottaggio e agli Stati Uniti, facendo buon viso a cattivo gioco, non resta che "prenderne atto" e "sostenere il prossimo presidente dell'Afghanistan". In una email diffusa a Washington mentre si trova in viaggio in Marocco, il segretario di Stato Hillary Clinton ha reso omaggio alla campagna "degna e costruttiva" del principale rivale del presidente uscente Hamid Karzai. Abdullah ha annunciato oggi la decisione di non partecipare al secondo turno delle elezioni presidenziali. "Spetta adesso alle autorità afghane decidere il prossimo passo", ha detto la Clinton esprimendo appoggio al popolo afghano "che sta cercando e si merita un futuro migliore". Non solo la Clinton, anche altri funzionari dell'amministrazione americana si sono affrettati oggi a indicare che il ritiro del principale rivale del presidente Hamid Karzai non complica la situazione in Afghanistan, mentre il presidente Barack Obama sta riesaminando la strategia di guerra degli Usa e potrebbe nei prossimi giorni decidere l'invio di nuove truppe. Una decisione che tuttavia sta da settimane marcando il passo e che potrebbe richiedere un nuovo rinvio. Una fonte dell'amministrazione ha indicato oggi, protetta dall'anonimato, che è "improbabile" un annuncio prima dell'11 novembre, quando il presidente partirà per un viaggio di dieci giorni in Asia. Abdullah ha annunciato l'uscita dal ballottaggio al termine di una inutile nottata di trattative che hanno coinvolto Karzai, l'Onu e l'ambasciatore americano a Kabul, sostenendo che "un'elezione trasparente non è possibile", ma lasciando uno spiraglio di apertura a una futura collaborazione con Karzai. Il ritiro del candidato di opposizione dal secondo turno elettorale dopo le accuse di brogli a Karzai rappresenta un fastidio per gli americani, che aspettavano l'esito del ballottaggio per avere un partner legittimo e credibile al governo in Afghanistan. E tuttavia per il consigliere della Casa Bianca David Axelrod quella di Abdullah "è stata una decisione politica che non cambia la situazione". Abdullah si sta presentando come leader dell'opposizione, "ma ogni sondaggio mostrava che sarebbe stato sconfitto comunque", ha detto Axelrod. E anche per Valerie Jarrett, confidente e consigliere di Obama, il ritiro di Abdullah "non cambia la situazione". ATS

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