
L'Afghanistan è "la più grande sfida militare" per gli Stati Uniti e fino ad ora il coordinamento sul terreno per far fronte alla battaglia contro la guerriglia taleban non è stato dei migliori. Lo ha detto il capo del Pentagono, Robert Gates, deponendo in Congresso in un'audizione che serve per fare il punto sulle operazioni militari americane nel mondo. Gates, nel testo del suo intervento preparato in vista dell'audizione di fronte alla commissione forze armate del Senato, ha previsto tempi lunghi per l'Afghanistan, ma non ha escluso che ci siano nuovi problemi in arrivo anche in Iraq. Nonostante i progressi degli ultimi tempi sullo scenario iracheno, "c'è ancora il potenziale per ricadute e possono esserci giorni duri nel futuro delle nostre truppe". Come in Iraq, anche in Afghanistan "non esiste una soluzione puramente militare", ma occorrono per Gates interventi su vari fronti e con strumenti diversi. Per il capo del Pentagono, è comunque evidente che sul fronte afghano "non abbiamo abbastanza truppe per fornire un livello di sicurezza di base in alcune delle aree più pericolose, e il vuoto viene riempito sempre più spesso dai taleban". Quanto al coordinamento delle operazioni militari con i circa 40 paesi della forza Nato attiva in Afghanistan, per Gates è stato fino ad ora "meno che stellare" e ha bisogno di essere migliorato. ATS
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