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Estero
Afghanistan: trattative Karzai-Abdullah
Redazione
17 anni fa

L'Afghanistan attende di sapere da oltre una settimana chi sarà il suo prossimo presidente, ma i protagonisti di questa contesa, l'uscente Hamid Karzai, e l'ex ministro degli Esteri Abdullah Abdullah, non sembrano preoccuparsene più di tanto. Ufficialmente, anzi, si ignorano. Ma sotto sotto, hanno assicurato oggi all'ANSA fonti bene informate, "sono impegnati in una complessa trattativa" su formule ed equilibri del potere. In queste ore la discrezione dei politici afghani è totale, differente dai dibattiti post-voto in occidente, ed i media hanno poco da offrire all'opinione pubblica, complici in questo gli obblighi quotidiani del Ramadan e, domani, la giornata festiva del venerdì. La Commissione elettorale indipendente (Iec) ha offerto ieri i risultati relativi al 17,2% dei seggi. In base a questi dati, Karzai ha il 43%, mentre Abdullah segue distanziato di nove punti al 34%. Cifre che dicono tutto e niente, neppure sulla possibilità o meno di un ballottaggio. In questo clima, il capo dello Stato non parla in prima persona. Ha però uno staff elettorale scatenato e ministri ciarlieri che lo fanno al suo posto. E che nei giorni scorsi hanno ripetuto una musica mandata a memoria: "Il popolo ha espresso la propria opinione, e vuole la conferma di Karzai al potere". E questi auspici, vere e proprie premature anticipazioni, sono stati quantificati in un 68-71% di voti. Abdullah invece ha parlato. La sua strategia è chiara essendo condizionata dal fatto che le sue speranze di vittoria sono legate solo ad un ballottaggio. La sua è una battente denuncia di "brogli generalizzati". Nell'ultima intervista concessa ad un gruppo di giornalisti stranieri ha spiegato: "Se non c'é un chiarimento convincente sulla questione dei brogli, non accetterò i risultati. Non mi ci vedo a collaborare con questo sistema di stile mafioso". ATS

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