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Estero
Afghanistan: strage; USA contano morti e cambiano guida
Redazione
17 anni fa

Il Pentagono è sotto accusa dopo i bombardamenti aerei che nella notte tra lunedì e martedì hanno causato "certamente" una strage tra la popolazione civile nella provincia di Farah, in Afghanistan. A Kabul, dove è stata avviata un'inchiesta ufficiale, si parla di 147 morti: 90 nel villaggio di Geraani, 57 nel villaggio di Ganj Abad, nel distretto di Bala Baluk. Tra essi donne e bambini. Il Pentagono per ora ha ufficialmente garantito un'inchiesta rigorosa, i cui risultati dovrebbero essere resi noti domani. Ma cifre ufficiali non ne ha fornite ed è evidente l'imbarazzo di Washington per un'operazione che - quale che sia la versione ufficiale - ha comunque "certamente provocato vittime tra la popolazione civile". La CNN - citando fonti interne al ministero della Difesa - parla di cinquanta morti. Che hanno perso la vita non nei due villaggi citati, ma in otto edifici che si trovavano in mezzo a un campo di oppio e dai quali, secondo la versione ufficiosa del Pentagono, i ribelli tenevano sotto tiro i soldati americani. Per questo motivo sarebbe stato chiesto l'intervento dei bombardieri, che hanno scaricato su quelle otto case 13 bombe da 370 kg. Per un totale - ufficioso - di cinquanta morti. Al di là delle cifre - che pure sono tragicamente importanti - un dato è certo: si è trattato di una strage americana in terra d'Afghanistan, una delle più gravi (se non la più grave in assoluto se le cifre venissero confermate) da quando la guerra è cominciata. Per questo il Pentagono prima di fornire una valutazione ufficiale vuole andare a fondo nella sua inchiesta, per capire esattamente come e perché sia stata presa la decisione di procedere con quei bombardamenti. L'amministrazione Obama fin dal suo insediamento ha sempre sottolineato che la guerra in Afghanistan era destinata ad intensificarsi e ad allargarsi in Pakistan. Ma aveva anche insistito sull'aspetto 'civile' della nuova strategia, fondata sull'addestramento delle forze locali. Con l'obiettivo di accrescere il consenso presso la popolazione. Ma se questo è l'obiettivo, la gravità degli ultimi episodi va in piena controtendenza, complicando non poco gli sforzi diplomatici degli Usa con i governi di Afghanistan e Pakistan. Da questo punto di vista ora l'unica via d'uscita non può che essere un' inchiesta che faccia piena luce sulla strage di civili. Anche per questo il ministro della Difesa, Robert Gates, si accinge a nominare un nuovo comandante in Afghanistan, il generale a tre stelle David M. Rodriguez, già comandante della 83/ma divisione aerotrasportata. Affiancherà sul campo il generale David D. McKiernan e potrebbe succedergli. Secondo il Wall Street Journal, che dà come imminente l'annuncio della nomina da parte del Pentagono, la scelta di Rodriguez rappresenta un significativo cambio di strategia in Afghanistan, decisa per far fronte a una situazione che - secondo un rapporto interno - "in alcune regioni chiave si sta deteriorando". Per questo sono in arrivo 17mila nuovi uomini. Per questo, da quando la guerra è cominciata, per la prima volta gli stanziamenti per il 2010 superano quelli messi a bilancio per la guerra in Iraq: 65 miliardi di dollari per le operazioni in Afghanistan, 61 per quelle in Iraq secondo il nuovo budget del Pentagono. Lo scorso anno, per il bilancio 2009, la Casa Bianca aveva chiesto 87 miliardi per l'Iraq, 47 per l'Afghanistan. ATS

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