
La Germania continua a operare in Afghanistan nel rispetto dei mandati dell'Onu e dal Parlamento tedesco. Lo ha detto oggi il portavoce del governo della cancelliera Angela Merkel, Ulrich Wilhelm, smentendo così alcune ipotesi circolate in questi giorni, secondo cui Berlino avrebbe cambiato segretamente i termini della missione militare nel Paese. In particolare, il sospetto è che gli obiettivi dell'attacco della Nato a Kunduz, ordinato il 4 settembre scorso dal colonnello Georg Klein, non erano le due autocisterne cariche di carburante che erano state sequestrate dai talebani il giorno prima, bensì gli stessi leader talebani che in quel momento si trovavano in quella zona. Oggi Wilhelm ha smentito che si sia trattato di quelli che l'opposizione definisce "assassinii mirati", che peraltro sono vietati dal mandato tedesco, sottolineando che la Germania agisce "in accordo con il mandato". Tuttavia, i socialdemocratici (Spd) hanno già chiesto le dimissioni del ministro della Difesa, Karl-Theodor zu Guttenberg, accusato di avere tenuto segreto il presunto vero motivo dell'operazione. ATS
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