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Estero
Afghanistan: Onu, Galbraith "fuori perché ho rivelato frodi"
Redazione
17 anni fa

Peter Galbraith, il numero due della missione dell'Onu in Afghanistan (Unama) appena licenziato, spiega oggi in un articolo per il 'Washington Post' i motivi della sua clamorosa cacciata: la sua battaglia per denunciare le enormi frodi commesse nelle recenti elezioni in Afghanistan è risultata sgradita all'Onu. L'Onu ha motivato l'insolito richiamo dall'Afghanistan del diplomatico americano con i contrasti sorti tra Galbraith ed il suo capo, il norvegese Kai Eide. Galbraith sostiene di avere denunciato alcune settimane prima delle elezioni, tenute il 20 agosto, i suoi timori di potenziali irregolarità con 1.500 seggi (su 7.000) creati in località non sicure e di difficile accesso non solo per la Commissione Indipendente di Controllo (IEC) ma anche per le forze dell'ordine dell'Afghanistan. Il diplomatico Usa sostiene che il 30 per cento dei voti per il presidente Hamid Karzai erano fraudolenti. E che in alcune province, come il Kandahar, sono stati registrati voti da 4 a 10 volte superiori al numero effettivo. "Questa frode ha dato ai Talebani la più grande vittoria in otto anni di combattimenti contro gli Stati Uniti ed i suoi alleati", sostiene Galbraith. I tentativi di Galbraith di denunciare le irregolarità si sono infranti contro l'opposizione del rappresentante Onu. "Eide mi ha ordinato di non discutere con nessuno la vicenda dei seggi fantasma - scrive Galbraith - Inoltre dovevo tenere il silenzio anche sulle altre frodi elettorali nonostante il mio staff avesse raccolto le prove di centinaia di casi". Secondo Eide "anche il solo parlare di frode poteva infiammare le tensioni esistenti in Afghanistan - scrive Galbraith - ma sono convinto che l'Onu debba denunciare la frode se non vuole perdere ogni credibilità agli occhi dei molti Afghani che non sostengono Karzai". ATS

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