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Estero
Afghanistan: OK Loya Jirga a trattato sicurezza con USA
Redazione
13 anni fa

La Loya Jirga, il Gran Consiglio convocato per esaminare un progetto di Accordo bilaterale sulla sicurezza con gli Stati Uniti frutto di mesi di trattative, ha chiuso oggi i suoi lavori a Kabul approvando ad ampia maggioranza il contenuto del documento, con la raccomandazione per il presidente Hamid Karzai di "promulgarlo il più presto possibile". La sostanza del dibattito nelle 50 commissioni che hanno analizzato i 26 articoli della bozza di Accordo è stato riassunto in una Dichiarazione in 31 punti in cui, per quanto riguarda l'immunità giuridica concessa ai soldati americani, si propone la creazione di tribunali speciali presso la decina di basi afghane di cui per un decennio disporranno le forze Usa. Ed il presidente della Jirga, Sibghatullah Mojaddedi, si è incaricato di chiedere a Karzai l'invio del documento al Parlamento ed una firma rapida, avvertendo che "se così non fosse, io stesso emigrerei in breve all'estero". Scontata, ma immediata, è stata la condanna delle decisioni della Jirga formulata dal portavoce dei talebani Zabiullah Mujahid. "L'incontro - ha detto - è stato organizzato da un governo fantoccio e le decisioni non hanno per noi alcun valore". L'esigenza manifestata dall'assemblea di un via libera in tempi brevi all'intesa, che entrerà in funzione dopo il ritiro delle truppe straniere dall'Afghanistan alla fine del 2014, ha rasserenato l'Amministrazione Obama. Nei giorni scorsi infatti il Segretario di Stato John Kerry aveva esercitato tutte le pressioni possibili per ottenere una firma già quest'anno. Ma il discorso sui tempi non è chiuso. Il 'fast track' proposto dai 2500 delegati, per lo più anziani tribali, non è piaciuto al capo dello Stato afghano, il quale ha ricordato il ruolo non decisionale ma consultivo della Jirga. Ed ha sostenuto che "con i consigli ricevuti potrò continuare a negoziare con gli Usa affinché l'Accordo permetta di portare una pace autentica al nostro Paese". Pur non ripetendo la posizione illustrata giovedì all'apertura della Jirga - "la firma dovrà essere posta non da me ma dal governo frutto delle elezioni nell'aprile 2014", aveva detto - Karzai ha lasciato intendere di voler ancora trattare con gli Stati Uniti per assicurarsi della loro volontà di contribuire davvero alla pacificazione dell'Afghanistan. "Bisogna avanzare con cautela anche perché - si è chiesto retoricamente evidenziando il suo ruolo chiave - se continuano gli incidenti, se vi saranno altre vittime civili afghane, chi sarà indicato come responsabile dell'accaduto?". Concludendo Karzai ha sostenuto che "pace, sicurezza e una elezione trasparente (nel 2014) sono le precondizioni che io pongo per la firma. Se la pace non prevale e se le elezioni dovessero andare nella direzione sbagliata, chi perderebbe sarebbe il Paese intero". A prescindere dall'andamento di questa nuova fase di negoziati, sembra assodato che Washington potrà dispiegare sul territorio afghano un contingente di 5-10.000 militari che avrà il compito duplice di assistere, da una parte, le forze di sicurezza afghane che hanno raggiunto ormai le 350.000 unità, e dall'altra di realizzare operazioni mirate nell'ambito di una lotta al terrorismo che non si è ancora conclusa.

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