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Estero
Afghanistan nel caos, presidente e premier in Europa
Redazione
12 anni fa

Sullo sfondo di una ondata senza precedenti di attentati a Kabul ed in molte province afghane, il presidente Ashraf Ghani e il coordinatore del suo governo di unità nazionale, Abdullah Abdullah, sono partiti oggi per un giro in Europa durante il quale cercheranno il sostegno occidentale al progetto di stabilizzazione e sviluppo del Paese. Domani i due leader afghani parteciperanno a Bruxelles ad una ministeriale Esteri in programma nel quartier generale della Nato, e poi si trasferiranno in Gran Bretagna dove il 4 dicembre si svolgerà la Conferenza di Londra sull'Afghanistan. Avversari nella corsa alla presidenza, Ghani ed Abdullah sono stati costretti a condividere il potere nell'ambito di una mediazione svolta da Stati Uniti ed Onu che, se ha permesso tecnicamente di mettere fine allo stallo elettorale, non ha risolto però le profonde divergenze esistenti fra i due. Lo prova il fatto che dopo due mesi di trattative non è stato costituito il nuovo governo per i veti incrociati alle candidature proposte. E per evitare rischi di incostituzionalità oggi Ghani ha dovuto firmare un decreto in base a cui, provvisoriamente, quasi tutti gli attuali viceministri sono stati nominati ministri ad interim. A questa crisi politica se ne aggiunge una, allarmante, economica legata alla scarsa crescita del Pil - solo 1,5%, meno del tasso di aumento della natalità - e al fatto che le incertezze elettorali e quelle legate alla sicurezza hanno scoraggiato nuovi investimenti. Questo quadro si traduce in pratica nella constatazione che il bilancio afghano per il 2015 ha un buco di 500 milioni di dollari che Ghani e Abdallah chiederanno agli occidentali di colmare il più possibile. Tenendo conto che di fatto gli stipendi dei circa 350.000 uomini delle forze di sicurezza afghane sono pagati dagli Stati Uniti e dai partner europei. Ma la prima questione che sarà sul tavolo della ministeriale Esteri della Nato nella capitale belga riguarderà una valutazione più realistica dei problemi di sicurezza che l'Afghanistan deve affrontare negli anni a venire, nel momento in cui la Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) sta per terminare la sua missione cominciata nel 2001. Il moltiplicarsi di cruenti attentati realizzati dai talebani seguaci del Mullah Omar e dalla Rete Haqqani mostrano che lo sforzo di stabilizzazione afghana è lungi dall'essersi concluso, e che certamente senza l'apertura di un dialogo di pace con gli insorti, lo sforzo militare dovrà essere molto intenso. A Londra Ghani ed Abdallah, accompagnati da un gruppetto di ministri, dovranno convincere i Paesi donatori sulla bontà dei progetti messi a punto per lo sviluppo e la stabilizzazione dell'Afghanistan e ricevere per essi un sostegno politico, ma soprattutto economico.

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