
Migliaia di afghani sono scesi in strada oggi in segno di protesta contro il presidente afghano Hamid Karzai e gli Stati Uniti, in seguito ad una nuova operazione militare condotta dai soldati a comando Usa in cui numerosi civili sono rimasti uccisi. L'episodio che ha scatenato quest'ultima manifestazione ha avuto luogo questa settimana nella provincia orientale di Laghman: il comando Usa ha reso noto ieri che 15 militanti vicini ai taleban sono stati uccisi in un attacco condotto dalle truppe guidate dagli americani nella zona, con il sostegno di raid aerei, nella notte tra venerdì e sabato. Da parte sua Assadullah Wafa, un consigliere di Karzai, ha affermato oggi che nell'operazione sono morti "16 civili, tra cui molte donne e bambini". "Condanniamo con fermezza (l'operazione) e chiediamo che vi si metta fine (all'uccisione di civili)", ha detto Assadullah Wafa a giornalisti a Mehtar Lam, la capitale della provincia di Laghman dove la protesta ha avuto luogo. Intanto in un comunicato il presidente Karzai ha affermato oggi che i raid sui villaggi che causano la morte di civili "non porteranno ad alcun progresso nella lotta al terrorismo". Un portavoce del comando Usa ha detto che sull'episodio verrà condotta un'indagine congiunta con il governo afghano. ATS
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