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Estero
Afghanistan: Kamikaze fa strage, ucciso vice-capo 007
Redazione
17 anni fa

Una nuova rocambolesca operazione dei talebani ha provocato una strage oggi davanti ad una moschea ad est di Kabul, uccidendo fra l'altro il 'numero due' degli 007 afghani nel giorno in cui il presidente Hamid Karzai sembra non essere molto lontano da una riconferma del suo mandato al primo turno. Secondo dati diffusi oggi dalla Commissione elettorale indipendente (Iec) relativi allo spoglio delle schede nel 60,3% dei centri di voto, il capo dello Stato uscente ha il 47.3%, ampiamente davanti al suo principale sfidante Abdullah Abdullah (32.6%) e ad un sorprendente Ramazan Bashardost (11.6%). L'attacco, il secondo di grandi proporzioni dal voto del 20 agosto scorso dopo quello che ha fatto 43 vittime a Kandahar nel sud una settimana fa, ha causato la morte a Mihtarlam, capoluogo della provincia di Laghman (100 chilometri dalla capitale), di 23 persone, fra cui Abdullah Laghmani, vice-capo della Direzione nazionale per la sicurezza, e alcune personalità locali. L'esecuzione, prontamente rivendicata dai talebani, è stata affidata ad un giovane kamikaze che si è nascosto in un negozio vicino alla moschea, da cui è uscito di corsa facendosi esplodere con abilità vicino all'auto su cui Laghmani stava per salire. Lo scoppio ha investito in pieno il vice-responsabile dell'intelligence afghana uccidendolo sul colpo, insieme ad almeno 19 civili. Gli analisti hanno sottolineato che l'attentato, eseguito fra l'altro in pieno Ramadan, ha generato sgomento nei servizi di intelligence afghani burlati ancora una volta dai talebani che prima delle elezioni erano riusciti a far esplodere un auto-bomba davanti allo stesso quartier generale delle Forze internazionali dell'Isaf. Il presidente Karzai ha condannato in modo deciso l'attentato avvertendo che se "i nemici dell'Afghanistan pensano di poter distruggere questo paese uccidendo elementi patriottici (...) devono sapere che falliranno nel loro vizioso proposito perché questa nazione ha gente patriottica". La strage è stata stigmatizzata anche da Peter Galbraith, vice-responsabile della Missione dell'Onu in Afghanistan (Unama). "E' indifendibile - ha sostenuto - che un simile attacco sia stato realizzato contro una moschea durante il mese santo del Ramadan. Il contrasto fra la maggioranza degli afghani che sognano la pace e chi ha condotto questo attacco non potrebbe essere più assoluto". Queste reazioni non riescono però a nascondere la difficile emergenza che vive in queste ore l'Afghanistan, fra l'incertezza sul futuro politico legato allo svolgimento o meno di un secondo turno elettorale fra Karzai e Abdullah, e i moniti, anche di fonte militare americana, secondo cui i talebani sarebbero in una fase di rafforzamento delle loro posizioni nel paese. E se ciò non bastasse, c'è anche chi sta agitando lo spettro di una guerra civile. Sulla scia di quanto affermato da Abdullah - "non accetterò i risultati se non verrà fatta piena luce sui brogli" - uno dei comandanti della Alleanza del Nord anti-talebana che lo appoggia, Gul Shah Moammed, ha dichiarato che "non abbiamo dimenticato come si combatte, e sappiamo bene come si usa un kalashnikov e una pistola Glock". E' uno scenario allarmante che Haroun Mir, direttore del Centro per la ricerca e gli studi politici dell'Afghanistan, ha così commentato oggi: "Credo che sia chiaro che Karzai ha vinto, ma questa constatazione non risolve la crisi con cui stiamo facendo i conti". L'unico elemento che per il momento appare possibile è una correzione della strategia militare dell'Isaf, che potrebbe implicare l'arrivo di altri soldati dagli Usa con un'accelerazione dell'addestramento e del rafforzamento dell'esercito afghano, chiamato a termine a farsi carico della sicurezza del paese. ATS

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