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Afghanistan: ingiurie a Corano, folla brucia foto Obama
Redazione
17 anni fa

La notizia che "soldati stranieri" avevano bruciato una copia del Corano nella provincia del Wardak ha scatenato oggi a Kabul la reazione di centinaia di persone che sono scese in piazza inferocite gridando "Morte all'America, morte agli ebrei e ai cristiani". Tra i manifestanti alcuni studenti, una volta arrivati davanti alla sede del Parlamento, hanno dato alle fiamme una bandiera americana e una fotografia del presidente Usa, Barack Obama. Secondo testimoni, a questo punto la polizia ha sparato alcuni colpi in aria. Il presunto sfregio al testo sacro dei musulmani è stato smentito sia dalla Nato che dalle autorità afghane che hanno spiegato di aver cominciato a sentire queste "voci" un paio di settimane fa: il riferimento era a un'operazione militare effettivamente compiuta contro i ribelli nel Wardak, provincia situata a sud di Kabul. Ma "l'inchiesta - ha precisato un portavoce dell'Isaf (Forza internazionale di assistenza alla sicurezza) - ha stabilito che né la Nato né l'esercito afghano hanno mai bruciato una copia del Corano". E il portavoce del Wardak, Shaedullah Shahed, ha aggiunto che "queste false notizie" potrebbero essere state messe in giro proprio dai talebani, per esarcerbare gli animi e aizzare all'odio contro le forze internazionali, in un momento che già vede salire la tensione in vista del secondo turno delle elezioni presidenziali, fissato per il 7 novembre. Shahed ha peraltro ammesso che "una copia del Corano è stata effettivamente bruciata, ma non da soldati stranieri bensì da alcuni tossicomani, forse pagati dai talebani". A Kabul comunque la manifestazione non è degenerata anche grazie all'intervento del vice presidente del Parlamento, Mohammad Saleh Salijoki, che è uscito dall'edificio e, evitando di smentire l'episodio, ha invece detto di apprezzare la protesta. "Siamo con voi - ha affermato - e il vostro modo di manifestare é buono e democratico". Presunte azioni dissacratorie del Corano avevano causato nel maggio dell'anno scorso violente proteste, sfociate nell'uccisione di un militare lituano dell'Isaf e di due civili afghani: in quel caso si era sparsa la voce che un soldato americano si era esercitato al poligono di tiro usando come bersaglio una copia del libro sacro. Anche su un'altra vicenda, quella dei civili (tra cui due bambini e una donna) massacrati ieri sulla loro auto nella provincia di Kandahar per non essersi fermati all'alt intimato da un convoglio della Nato, sono state avviate due inchieste. L'episodio è stato ammesso dai responsabili, la televisione ne ha parlato, il governatore della provincia ha emesso un comunicato di "ferma condanna". Per ora i militari dell'Isaf si sono giustificati affermando che "dato che l'autovettura non si fermava" avevano temuto per la loro sicurezza. Intanto anche oggi, dopo i due di ieri, un soldato americano é stato ucciso: è saltato in aria su una mina nel sud del Paese. ATS

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