
Un'esplosione e, poi, uno scontro a fuoco: è stato un attacco 'combinato' quello che oggi, in Afghanistan, ha ucciso quattro alpini del 7/o reggimento di Belluno. Un loro commilitone è rimasto ferito in modo grave, "ma è cosciente e non è in pericolo di vita", assicurano al comando del contingente italiano. Dal 2004, quando è cominciata la missione Isaf, le vittime italiane salgono così a 34. I fatti si sono verificati alle 9.45 locali, nel distretto di Gulistan, a circa 200 chilometri a est di Farah, al confine con l'Helmand. I militari italiani, a bordo di blindati Lince, stavano svolgendo un servizio di scorta a un convoglio di 70 camion civili che rientravano verso ovest dopo aver trasportato materiali per l'allestimento della base operativa avanzata di Gulistan, denominata 'Ice'. All'improvviso l'esplosione, violentissima. Un 'Ied', vale a dire un ordigno rudimentale di grande potenza, è esploso al passaggio di un blindato, distruggendolo. Non c'è stato niente da fare per quattro dei cinque alpini a bordo. Dopo lo scoppio è seguito un violento scontro a fuoco, al termine del quale i militari italiani, come riferiscono al comando di Herat, hanno "messo in fuga gli aggressori". Il convoglio era già stato attaccato ieri con armi leggere. Era sto colpito un mezzo americano. Il ferito - con lesioni di vario tipo alle gambe - è stato immediatamente evacuato con elicotteri di Isaf. È cosciente e ha risposto agli stimoli, viene sottolineato. Attualmente si trova ricoverato all'ospedale militare da campo di Delaram ed ha telefonato alla moglie per aggiornarla sulle sue condizioni. Tanti i messaggi dal mondo politico. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, "rendendosi interprete del profondo cordoglio del Paese, esprime i suoi sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei familiari dei caduti". Il premier Silvio Berlusconi si dice vicino "alle loro famiglie come lo sono, ne sono sicuro, tutti gli italiani". Il ministro degli Esteri Franco Frattini auspica che venga accelerata "l'assunzione delle responsabilità di sicurezza e controllo del territorio da parte dalle forze afgane". Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, chiede che il Governo avvii una fase di riflessione sulla strategia, mentre per il presidente dell'Idv Antonio Di Pietro "non ha più senso né logica rimanere in Afghanistan in queste condizioni". Il ministro della Difesa Ignazio La Russa replica spiegando che chiedere ora il ritiro "è sciacallaggio". ATS
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