
La vigilia dell'inizio del nuovo anno è stata contrassegnata in Afghanistan da nuovi scontri e attentati, a seguito dei quali hanno perso la vita complessivamente una quarantina di persone tra insorti islamici, guardie del corpo private e soldati della Nato. Diciassette insorti islamici sono stati uccisi nel corso di due operazioni condotte dalle Forze internazionali in collaborazione con l'esercito afghano. In particolare, nella provincia di Kabul, a circa 35 km dalla capitale, le truppe americane e afghane hanno ucciso 11 ribelli nel corso di una operazione contro Hezb-e-Islami, il gruppo armato radicale del capo militare Gulbuddin Hekmatyar. Altri sei combattenti islamici sono stati uccisi in bombardamenti aerei durante un'altra operazione condotta martedì unitamente alle forze afghane nell'est del paese. Venti guardie del corpo che scortavano un responsabile locale afghano sono state invece uccise oggi in un'imboscata tesa da taleban nella provincia di Helmand (sud del paese), una delle roccaforti dei taleban. Infine due soldati della forza militare internazionale della Nato in Afghanistan (Isaf) sono stati uccisi ieri in attentati condotti da ribelli nel sud del paese. La forza internazionale non ha precisato la nazionalità del secondo soldato morto -la grande maggioranza dei soldati dell'Isaf dispiegati nell'Afghanistan meridionale sono canadesi, britannici o olandesi-, mentre per quanto riguarda il primo si trattava di un soldato britannico, ucciso da una esplosione nel corso di una operazione di pattugliamento, la cui morte è stata annunciata dal ministero britannico della difesa. ATS
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