
A poche ore dall'apertura dei seggi in Afghanistan è allarme sicurezza: mentre la Commissione elettorale afgana ancora non comunica la lista dei seggi che resteranno chiusi perché troppo pericolosi, gli osservatori internazionali dell'Unione europea e dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce), che domani dovranno viaggiare da un seggio all'altro, temono attacchi e violenze. "La grande sfida delle elezioni di domani sarà la sicurezza, degli elettori così come degli osservatori", ha detto oggi all'ANSA Sandra Khadhuri, portavoce della missione dell'Unione europea in Afghanistan (Eom), commentando la situazione nel Paese alla vigilia dell'appuntamento alle urne. Secondo quanto ha spiegato la portavoce, sono le autorità afgane a preoccuparsi della protezione degli osservatori Ue, un centinaio in tutto, perché ai 67 esperti inviati da Bruxelles domani se ne aggiungeranno altri 42 arruolati sul campo. "Si tratta di osservatori temporanei, ovvero diplomatici delle ambasciate europee in Afghanistan che saranno inviati nei seggi elettorali per controllare le operazioni di scrutinio", ha detto Khadhuri. Tutte persone che domani dovranno spostarsi da un seggio all'altro per seguire le operazioni di scrutinio "nel più ampio numero possibile di postazioni". Ma gli spostamenti non sono stati ancora organizzati, perché la lista dei seggi aperti cambia di ora in ora, "e molti resteranno chiusi perché troppo pericolosi", ha precisato la portavoce. Del rischio di attentati e violenze parla anche il capo della missione Osce di sostegno alla elezioni afgane, Drew Hyslop: "Siamo alla vigilia delle elezioni più complesse della storia del Paese, e la situazione sul campo è difficilissima", ha detto oggi all'ANSA. La prova, anche per Hyslop, è che "ancora non si conosce il numero di urne aperte". Senza contare che "l'emergenza sicurezza mette a rischio anche l'affluenza alle urne", ha aggiunto. Sono 20 in tutto gli inviati Osce, in Afghanistan da luglio su invito del Governo per seguire tutto il processo elettorale e aiutare il Paese ad allinearsi agli standard delle altre democrazie. Gli osservatori Ue, invece, non hanno mandato per intervenire nelle operazioni elettorali, ma possono solo registrare quanto accade in un rapporto che sarà pubblicato il 22 agosto prossimo. Ma proprio ieri la missione di Bruxelles ha fatto sapere che è alto il rischio di brogli per via di irregolarità riscontrate nelle procedure di iscrizione nei registri elettorali. ATS
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