
In un clima di tensione per possibili attacchi dei talebani, in Afghanistan si sono aperte oggi alle 7 (le 4.30 in Svizzera) le operazioni di voto per circa 17 milioni di aventi diritto che potranno scegliere in oltre 6.000 seggi il presidente che guiderà il Paese nel prossimo quinquennio e i membri delle 34 assemblee provinciali del Paese. E' la terza volta dal 2001 che gli afghani sono chiamati alle urne dopo le presidenziali del 2004 e le legislative del 2005. Prima dell'alba alcuni razzi hanno colpito Kandahar, città natale del presidente Hamid Karzai nel sud del Paese e storica roccaforte dei talebani, causando alcuni feriti. E secondo testimonianze locali, altri razzi sono caduti anche in varie province del sud (Ghazni e Helmand) e dell'est (Nangarhar e Kunar). Nelle scorse settimane i talebani hanno lanciato una campagna di boicottaggio del voto denunciando che esso fa parte di "una enorme frode orchestrata dagli Stati Uniti". Un imponente meccanismo di sicurezza, dopo gli attentati che nei giorni scorsi hanno causato decine di vittime, presidia i punti strategici di Kabul e delle altre principali città afghane, appoggiato da polizia, esercito e da decine di migliaia di militari dell'Isaf, la Forza internazionale della Nato per la sicurezza in Afghanistan. Negozi, banche e uffici pubblici sono chiusi in tutto il Paese. E' in vigore una restrizione nella circolazione automobilistica e due giorni prima del voto il governo ha annunciato di aver disposto la censura sugli eventuali episodi di violenza durante la giornata e fino alla chiusura dei seggi alle 16 (le 13.30 in Svizzera). Mezz'ora dopo l'apertura dei seggi, il presidente Karzai ha votato in un liceo maschile vicino al palazzo presidenziale, esortando i suoi connazionali "a mobilitarsi e ad esprimere il loro voto per decidere il loro futuro". Un'ora dopo lo ha fatto a Kabul anche il suo principale rivale, l'ex ministro degli Esteri Abdullah Abdullah, in forte crescita nei sondaggi. ATS
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