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Estero
Afghanistan: detenuto bambino, avvocato critica Usa
Redazione
17 anni fa

Non è ammissibile che il governo degli Stati Uniti abbia rispedito in Afghanistan Mohamed Jawad, dopo averlo tenuto da giovanissimo e per quasi sette anni nel carcere di Guantanamo, semplicemente dicendo di essersi sbagliato. Lo ha sostenuto oggi a Kabul, Eric Montalvo, uno degli avvocati difensori militari dell'ex detenuto. Accusato di aver lanciato una bomba a mano che uccise un soldato americano, Jawad aveva probabilmente fra 12 e 15 anni quando è stato trasferito nella dura prigione di Guantanamo. In una conferenza stampa in cui era presente lo stesso Jawad, rientrato in patria all'inizio di questa settimana, Montalvo ha sottolineato che il giovane "appartiene ad una povera famiglia ed è assolutamente privo delle risorse necessarie per affrontare la lunga terapia riabilitativa di cui ha bisogno". Prendendo brevemente la parola, Jawad ha detto di essere "molto felice di essere di nuovo a casa con amici e parenti. Confermo di essere stato maltrattato nella mia prigionia. Ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato, ma non ce la faccio a rispondere a domande, perché sono ancora in cura". Montalvo ha detto che si stanno esaminando tutti gli aspetti giuridici e sociali per avviare una richiesta di indennizzo alle autorità degli Stati Uniti che "non possono lavarsi le mani di questa tragedia umana". Portando su un piano generale la questione dei detenuti di Guantanamo, l'avvocato militare ha detto che "la questione non é se si debba o no chiudere Guantanamo, ma assicurare celerità nella giustizia per persone che da troppo tempo attendono un processo". ATS

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