
Dietro le quinte, in segreto e senza coinvolgere gli Stati Uniti e gli alleati Nato, il presidente afghano Hamid Karzai ha avuto per oltre due mesi contatti con i talebani per tentare di raggiungere un accordo di pace. Contatti che però finora non hanno prodotto alcunché, se non forse una sensibile riduzione delle possibilità di realizzare un delicato accordo bilaterale di sicurezza tra Kabul e Washington. A prendere l'iniziativa sembra che siano stati i talebani, lo scorso novembre, e da allora tra insorti e governo c'è stato uno scambio continuo di messaggi e di incontri, scrive oggi il New York Times, citando in forma anonima fonti afghane. Gli incontri si sarebbero svolti in particolare a Dubai e a Riad, ma le prospettive di giungere ad un intesa sarebbero ora esaurite. Ad ottobre, il presidente Karzai e gli Usa avevano intanto finito faticosamente di negoziare un delicato accordo sulla sicurezza, che dovrebbe definire la presenza delle forze Usa in Afghanistan per il dopo 2014, quando terminerà il mandato Nato. Si tratta di un accordo che a fine novembre è stato approvato anche dall'assemblea di oltre 2.500 anziani e leader tribali e politici giunti da tutto l'Afghanistan, nota come Loya Jirga, che era stata appositamente convocata. Tuttavia, Karzai si è da allora rifiutato di firmarlo, ponendo nuove condizioni, chiedendo che gli Usa rilascino alcuni esponenti talebani e attaccando gli stessi americani per presunti crimini di guerra. Un atteggiamento che si potrebbe in parte spiegare proprio con i contatti in corso con i talebani, scrive il Nyt, aggiungendo che diversi funzionari sospettano che i talebani stessi possano aver gestito i contatti con il presidente più per distrarlo dall'intesa con gli americani che per un vero desiderio di negoziare un accordo di pace. Il portavoce di Karzai, Aimal Faizi, ha confermato l'esistenza dei contatti che, ha detto, proseguono. "Gli ultimi due mesi - ha affermato - sono stati davvero positivi", anche perché, ha aggiunto, gli interlocutori del governo "sono stati incoraggiati dalla posizione del presidente nei confronti dell'accordo bilaterale di sicurezza e dalle sue successive dichiarazioni". Altri funzionari afghani, e anche occidentali, hanno invece affermato che i contatti non hanno portato a nulla e che i talebani non hanno più intenzione di negoziare con il governo e che le prospettive di un accordo di pace sono finite.
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