
Alcuni comandanti della milizia talebana negano che i loro leader abbiano avviato colloqui di pace preliminari con il governo afghano, notizia che da giorni rimbalza dalla Nato a Kabul passando per quotidiani internazionali e comunicati ufficiali della presidenza Karzai. Anzi, secondo diversi ufficiali talebani in tutto l'Afghanistan, non c'è nessuna possibilità che questo possa mai accadere. "Nessuno si è spinto così in là per sedersi al tavolo dei colloqui. E non c'è nessuna speranza che i talebani negozieranno con il governo", ha detto Abdullah Nasrat, capo talebano del distretto di Girishk, nella provincia meridionale dell'Helmand. "Abbiamo appreso dalla stampa che ci sarebbero stati dei colloqui, ma non crediamo ad una sola parola di quello che è stato scritto", ha aggiunto Nasrat. "Fino a che ci saranno forze straniere in Afghanistan, nessun colloquio di pace avrà luogo. Il nostro umore è alto", ha detto ancora il comandante talebano. "Karzai non ha l'autorità per avviare un processo di pace, non può far nulla senza l'ordine degli stranieri", gli ha fatto eco Feda Mohammed, capo talebano nella provincia nordoccidentale di Badghis. "Queste notizie fanno parte di una messa in scena organizzata dal generale Petraeus (il comandante delle truppe Nato-Isaf in Afghanistan), che da una parte ha incrementato le operazioni militari e dall'altra prova a confondere le menti dei mujaheddin parlando di colloqui", ha commentato Salahuddin Ayoubi, un alto comandante della 'Rete Haqqani', una fazione considerata molto vicino ad Al Qaida che è stata nel mirino della recente escalation di attacchi di droni americani nelle zone tribale del nord ovest del Pakistan, in particolare nel Nord Waziristan. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

