
Decine di civili, inclusi donne e bambini, sono rimasti uccisi mentre cercavano riparo dai raid aerei compiuti tra lunedì e martedì nell'Afghanistan occidentale. Lo ha reso noto il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR). Secondo la polizia locale, sono morti oltre cento "non combattenti". La portavoce del CICR, Jessica Barry, ha detto che una squadra della Croce Rossa si è recata ieri nel luogo in cui hanno avuto luogo i raid aerei delle forze americane e ha potuto constatare la presenza di diversi cadaveri oltre che la distruzione di alcune case. È la prima conferma internazionale di un incidente su cui gli Stati Uniti e le autorità afghane stanno ancora indagando. "Posso confermare che più di 100 non combattenti sono stati uccisi nel corso di un'operazione nella provincia di Farah", ha detto il capo della polizia Adbul Ghafar Watandar che in un primo tempo aveva parlato di 30 civili uccisi. L'indagine sui raid aerei statunitensi, avvenuti tra lunedì e martedì, proseguono per stabilire il numero esatto delle vittime. Sempre secondo il capo della polizia i talebani avrebbero usato i civili come scudi per proteggersi dagli attacchi afghani e statunitensi. La perdita di civili è un evento che non ha giustificazione né può essere accettato, ha detto in un comunicato il presidente dell'Afghanistan Hamid Karzai che si trova a Washington per incontrare per la prima volta il presidente Usa Barack Obama. "Il presidente ha definito la morte di civili ingiustificabile e inaccettabile e affronterà l'argomento con Obama", ha fatto sapere l'ufficio di Karzai. ATS
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