
Linda Norgrove, la cittadina britannica ostaggio dei talebani morta giorni fa in Afghanistan durante un blitz volto a ridarle la libertà, potrebbe non essere stata uccisa da un kamikaze fattosi esplodere vicino a lei, ma dal "fuoco amico" costituito da una bomba a mano lanciata da un membro del commando americano arrivato a pochi metri dal suo nascondiglio. L'ipotesi ha ancora i condizionali di rito perché su di essa è in corso un'inchiesta, ma il fatto che il generale David Petraeus, nella sua qualità di comandante delle forze americane in Afghanistan (Usfor), abbia sentito il bisogno di intervenire in prima persona informando del possibile colpo di scena il premier britannico David Cameron, la rende molto plausibile. Il comando dell'Usfor ha infatti diramato un comunicato in cui si informa che l'inchiesta si è resa necessaria perché dopo "i primi resoconti che parlavano di un decesso della donna dovuto allo scoppio di esplosivo dei talebani", una "analisi successiva dei filmati di sorveglianza e colloqui con i membri della squadra di salvataggio non permettono di determinare in modo inequivocabile le cause della sua morte". ATS
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