
I talebani afghani hanno sfidato ancora una volta oggi con successo i meccanismi di sicurezza nella zona rossa di Kabul attaccando il ministero della Difesa con almeno due kamikaze, in una fulminea operazione a cui con ogni probabilità hanno contribuito anche elementi infiltrati nelle forze dell'ordine afghane. L'operazione, che ha avuto secondo le autorità un bilancio di due morti e una decina di feriti, è stata rivendicata dai talebani con un comunicato in cui hanno sostenuto che loro obiettivo era il ministro della Difesa francese Gerard Longuet, giunto ieri nella capitale afghana per una visita di alcuni giorni. Ma una fonte del ministero della Difesa a Parigi ha escluso che Longuet si trovasse all'interno dell'edificio al momento dell'attacco degli insorti, precisando che lo stesso era invece in visita alla base americana di Bagram. Comunque, uno degli attaccanti, vestito in uniforme dell'esercito, si è fatto esplodere davanti all'ingresso del ministero, che si trova fra l'altro a poche centinaia di metri dal palazzo presidenziale, permettendo ad almeno un compagno di penetrare all'interno e raggiungere la scala di accesso agli uffici del ministro, il generale Abdul Rahim Wardak, e dei suoi diversi collaboratori. Un portavoce ministeriale, ha indicato che le forze di sicurezza sono riuscite ad uccidere l'intruso prima che potesse attivare la carica esplosiva che portava indosso, mentre però un soldato apriva il fuoco nel cortile, uccidendo due persone e ferendone altre sette. Si tratta dell'ennesimo attacco sferrato dai talebani negli ultimi giorni, dopo quelli che nei giorni scorsi hanno portato prima alla morte del capo della polizia di Kandahar e poi all'uccisione di nove militari, di cui cinque stranieri in una base militare nella provincia orientale di Laghman. ATS
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