
Un agguerrito commando di talebani ha attaccato ieri notte un hotel-ristorante sul bordo di un lago a pochi chilometri da Kabul, prendendo in ostaggio 40 persone ed ingaggiando con le forze di sicurezza afghane ed internazionali una battaglia durata oltre 12 ore, conclusasi con un bilancio di almeno 20 morti, di cui 12 civili. I quattro o cinque insorti, poi tutti uccisi, sono entrati in azione prima delle 24, investendo con armi pesanti e bombe a mano l'Hotel Spozhmai, sul lago di Qargha, considerato uno dei luoghi turistici e di pic-nic più ricercati della capitale, dove era in corso una affollata e rumorosa festa. Nonostante il tentativo di contrasto dei servizi di sicurezza presenti sul posto (tre guardie e un poliziotto hanno perso la vita), i talebani sono riusciti a penetrare nel ristorante e a trincerarvisi, tenedo in ostaggio almeno 40 persone. Secondo i media afghani si è trattato del più importante sequestro di persone realizzato dai talebani dall'inizio dell'operazione Enduring Freedom nel 2001. Nella rivendicazione il portavoce Zabihullah Mujahid ha sostenuto che l'attacco è stato deciso perchè "nel luogo si svolgevano cose immorali". Tv e radio hanno seguito minuto per minuto gli eventi, descrivendo le scene di panico ed il tentativo di fuga di alcuni ospiti, gettatisi nel lago per raggiungere una sponda sicura. Le tenebre della notte hanno reso più difficile l'opera delle forze di sicurezza afghane che, ha detto un portavoce della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf, sotto comando Nato), hanno assunto la responsabilità della risposta all'attacco, appoggiate da unità di elite ed elicotteri della Coalizione internazionale. Paralizzata per molte ore, la situazione si è vivacizzata dopo l'alba, quando lo scontro a fuoco è ripreso. È in questa fase che si è avuto il maggior numero di vittime civili. Prima delle 12 il capo della polizia di Kabul, Ayoub Salangi, ha annunciato che tutto era finito e che le forze di sicurezza avevano preso il controllo totale dell'hotel-ristorante. ATS
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