
Mentre marine statunitensi e soldati britannici lanciavano un'offensiva nel sud del paese per bloccare l'ingresso di armi e combattenti dal Pakistan, un attentatore suicida si è fatto esplodere durante una riunione nel paese di Khogyani, non lontano da Jalalabad, uccidendo 19 persone (12 poliziotti e sette civili, tra i quali due bambini) e ferendone altre 41. Tra queste ultime vengono segnalati anche due giornalisti, un francese ed un australiano, secondo quanto ha riferito alla stampa il governatore della provincia di Nangarhar, dove è avvenuto l'attacco, Gul Agha Sherzai. Secondo informazioni non concordanti di testimoni locali, di fonti Nato e del ministero dell'interno afghano, alla riunione partecipavano responsabili amministrativi della zona e poliziotti impegnati nella lotta contro la diffusione dell'oppio, per discutere dell'estirpazione di coltivazioni di papaveri. "L'attentato è stato compiuto da uno dei nostri, che si chiama Abdullah", ha dichiarato all'AFP per telefono una persona che si è presentata come il comandante taleban Sajad. Secondo la dichiarazione di un portavoce dell'Isaf (la Forza Internazionale di Assistenza alla Sicurezza, a guida Nato), "rapporti iniziali sostengono che un attentatore suicida ha ucciso e ferito civili nel centro distrettuale, mentre un numero imprecisato di poliziotti afghani è stato ucciso e ferito nella caserma lì vicina con armi leggere e razzi anticarro rpg". ATS
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