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Estero
Afghanistan: attacchi talebani a ripetizione, molte vittime
Redazione
12 anni fa

I talebani afghani hanno messo a segno prima dell'alba di oggi uno spettacolare attacco coordinato contro il commissariato del primo distretto di polizia a Jalalabad City, capitale della provincia orientale di Nangarhar, utilizzando un camion imbottito di esplosivo accompagnato dalla veemente azione di un commando di sette mujaheddin. Il bilancio è di quelli pesanti: undici membri delle forze dell'ordine uccisi, fra cui un ufficiale, insieme a sette kamikaze. Anche i feriti sono numerosi. Secondo fonti sanitarie, almeno 22, e quasi tutti agenti di polizia. L'operazione è durata varie ore con almeno cinque esplosioni e un lungo scontro a fuoco con due militanti che erano riusciti ad entrare nel commissariato situato nella Pashstunistan Square della città. Fattore positivo, l'azione di repressione dell'attacco è stata interamente gestita dalle forze di sicurezza afghane, senza intervento dei militari Nato. Ad appena 15 giorni dallo svolgimento delle presidenziali, le autorità non nascondono la loro preoccupazione, tenendo a mente il proclama pubblicato il 10 marzo scorso dall'Emirato islamico dell'Afghanistan: così si chiamava il Paese quando i seguaci del Mullah Omar furono al potere fra il 1996 ed il 2001. Nel comunicato, come sempre dai toni esaltati e sicuri del successo, si diceva che "sono stati impartiti ordini ai nostri mujaheddin di usare tutta la forza a loro disposizione per far fallire queste finte elezioni". E gli attentati si sono ripetuti, inquietanti. È stato ucciso un giornalista svedese in pieno centro a Kabul (anche se da un gruppo scissionista); kamikaze hanno attaccato la sede dei servizi segreti nel sud, a Kandahar; tre attivisti del candidato Abdullah Abdullah hanno perso la vita a Faryab, come altre 18 persone qualche giorno dopo nella stessa provincia. Fino a ieri, quando una bicicletta bomba ha fatto due morti a Ghazni City. Negli ultimi tempi il presidente uscente Hamid Karzai ha preso le distanze dagli Usa, congelando l'Accordo bilaterale di sicurezza (Bsa) che dovrebbe assicurare una presenza di truppe americane e della Nato per i prossimi dieci anni. Molti l'hanno vista come una mano tesa ai talebani, che però continuano a rispondere con il loro linguaggio di morte, rifiutando qualsiasi ipotesi di trattativa. Anche per questo, il candidato, fra i nove in lizza, che vincerà le elezioni, si troverà a gestire una decisamente non facile eredità.

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