
Otto soldati americani sono rimasti uccisi ieri in scontri nell'est dell'Afghanistan, vicino alla frontiera con il Pakistan. Lo ha reso noto una portavoce dell'esercito degli Stati Uniti, il capitano Elizabeth Mathias, la quale ha precisato che gli scontri si sono verificati nella provincia di Nuristan. Fonti dell'Isaf, la Forza internazionale di assistenza alla sicurezza della Nato, hanno indicato che negli scontri sono morti anche due militari afghani. In un comunicato si precisa che gli attacchi da parte di "forze tribali" nel Nuristan sono stati due e sono partiti da una moschea e da un vicino villaggio verso due postazioni congiunte di forze della Nato e afghane. "Le fonti del conflitto nel settore mettono in gioco fattori tribali, religiosi ed economici complessi", è scritto nel comunicato. "Le forze della coalizione - aggiunge la nota dell'Isaf - hanno respinto l'attacco e inflitto serie perdite al nemico, ma al contempo sono rimasti uccisi otto membri dell'Isaf e due soldati afghani". Il colonnello americano Randy George, comandante delle forze americane nel settore al confine con il Pakistan, ha dichiarato di essere "estremamente fiero della professionalità e del coraggio" dei soldati americani e afghani che "hanno combattuto strenuamente in un attacco così complesso e in un'area così difficile". Quella di ieri è stata definita la giornata più sanguinosa per le truppe americane in Afghanistan da oltre un anno. ATS
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