
L'avvistamento di 122 oggetti galleggianti nella zona dell'Oceano Indiano dove si concentrano le ricerche ha rilanciato oggi le speranze di ritrovare i resti del volo Malaysia Airlines 370, che si presume sia precipitato in mare nella notte tra il 7 e l'8 marzo con 239 persone a bordo. Mentre continua la corsa contro il tempo per ritrovare le scatole nere e possibilmente fare luce sulle cause dell'incidente, quei detriti a pelo d'acqua "rappresentano la pista più credibile che abbiamo", ha detto oggi il ministro malaysiano dei trasporti Hishammuddin Hussein. Gli ultimi rilevamenti sono stati forniti dai satelliti europei Airbus, relativi ad immagini riprese domenica scorsa. Sono oggetti di varia grandezza. In particolare, il più grande è lungo 23 metri e potrebbe quindi essere un'ala del Boeing 777-200. L'altro dettaglio che dà speranza è il fatto che alcuni degli oggetti siano "chiari", ha detto il ministro: se sono di metallo e in acqua da poco, ciò spiegherebbe il riflesso della luce che provoca tale chiarore. Una missione multinazionale - tra cui Stati Uniti e Cina - composta di 12 aerei e diverse navi ha setacciato oggi l'area, dopo lo stop alle ricerche causato ieri dal maltempo. Ma la zona dove sono sparsi quegli oggetti è grande 400 chilometri quadrati, e da domenica le possenti correnti dell'oceano - 2.500 chilometri a sud-ovest dell'Australia - potrebbero aver sparpagliato ancora di più i possibili resti, che già ora potrebbero essere distanti centinaia di chilometri dal punto dell'impatto con l'acqua. È da tenere conto che il primo rilevamento dall'alto di oggetti sospetti nell'Oceano Indiano risale a dieci giorni fa, e da allora nessuno di essi è stato ancora ritrovato. Anche se stavolta dovesse davvero essere quella buona, dal primo resto del Boeing al ritrovamento delle scatole nere il passaggio non è per niente automatico. In quel punto le acque sono profonde oltre 3mila metri, e le "black box" dalle quali passano le residue speranze di capire il perché il volo MH370 sia finito in quel punto - opposto rispetto all'originaria rotta Kuala Lumpur-Pechino - smetteranno di emettere segnali tra una decina di giorni.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

