
Non è stato un guasto tecnico a far precipitare l’aereo russo A321 nel Sinai. A dichiararlo la compagnia aerea Kogalymavia, proprietaria dell’Airbus precipitato il 31 ottobre in Egitto. "Un aereo non può spaccarsi in aria per un guasto tecnico" ha commentato un dirigente della compagnia.
Una versione contrapposta a quella che emerge dal gruppo che sta analizzando la scatola nera del velivolo. Stando a quanto riportato dalla Reuters, l'aereo russo precipitato in Sinai non è stato colpito dall'esterno e il pilota non ha lanciato nessuna richiesta di soccorso prima di scomparire dai radar.
Ciò che è certo, è che a bordo ci fossero 224 persone, delle quali nessuna è sopravvissuta. Stamattina è cominciato il rimpatrio delle salme a San Pietroburgo e proprio in Russia si è precisato che non si può escludere nessuna delle ipotesi avanzate finora: a dirlo è il portavoce del presidente russo Vladimir Putin, Dmitri Peskov, rispondendo a un giornalista che gli chiedeva se si potesse escludere un atto di terrorismo. "Di fatto - ha aggiunto - gli investigatori iniziano solo ora il loro lavoro".
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