
Un Boeing 737 della Ethiopian Airlines si è schiantato stamani alle 08.44 locali, 6 minuti dopo il decollo da Addis Abeba ad una cinquantina di chilometri a sud della capitale etiope. Lo ha comunicato la compagnia aerea, secondo cui a bordo c'erano 149 passeggeri ed 8 membri dell'equipaggio. Lo riporta la Bbc.
Aggiornamento delle 19.49 - I radar hanno evidenziato una "velocità verticale instabile" ed effettivamente il comandante ha contattato terra avvertendo che c'era qualcosa che non andava e ottenendo l'autorizzazione al rientro. Purtroppo, senza successo: alle 8.44 il Boeing si è schiantato al suolo, 60 chilometri a sud-est di Addis Abeba. "L'esplosione è stata fortissima e le fiamme si sono propagate con una forza tale che non siamo riusciti ad avvicinarci", ha raccontato un testimone alla Bbc.
Non c'è stato scampo per tutte le persone a bordo, di 35 nazionalità diverse. Otto gli italiani, tra cui l'assessore ai Beni culturali della Regione Sicilia Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale, che era diretto a Malindi per una conferenza dell'Unesco.
Tra le vittime si contano anche funzionari dell'Onu, che probabilmente avrebbero dovuto partecipare all'importante conferenza sull'ambiente in programma da domani a Nairobi.
Si ignorano al momento le cause tecniche dell'incidente. Le immagini dal luogo del disastro, un grosso cratere, fanno presupporre che l'impatto abbia praticamente disintegrato l'aereo, lasciando sul terreno piccoli pezzi di rottami, in un'area grande quanto un campo di calcio. In questo scenario potrebbe complicarsi la ricerca delle scatole nere, fondamentali per ricostruire le ultime fasi del volo.
La stessa Ethiopian ha invocato pazienza. "È troppo presto per fare illazioni, ci saranno ulteriori indagini", ha spiegato l'ad della compagnia Tewolde Gebremariam, precisando che ci sarà l'assistenza di "tutte le controparti, inclusi il produttore Boeing, l'autorità dell'aviazione civile etiope e altri enti internazionali". Gli Stati Uniti invieranno un loro team.
Quanto al velivolo precipitato, si sa che era un Boeing 737-8 Max, consegnato alla compagnia a metà novembre. La sua ultima manutenzione era stata recente, risaliva al 4 febbraio, ed il comandante era considerato esperto, con oltre 8mila ore di volo all'attivo. C'è però un'analogia con un altro disastro accaduto di recente.
Il 737-8 Max è lo stesso modello dell'aereo della compagnia privata indonesiana Lion Air inabissatosi nel Mar di Giava lo scorso ottobre, con 189 persone morte. Anche in quel caso, pochi minuti dopo il decollo, da Giakarta. Ancora oggi non è stata stabilita la causa di quell'incidente, a parte un malfunzionamento ricorrente nei quattro voli precedenti effettuati da quell'aereo, nel sensore della velocità.
L'Ethiopian ha però chiarito che nel suo apparecchio non c'erano anomalie prima della partenza. Allo stesso modo, vari esperti di sicurezza ritengono prematuro confrontare i due incidenti fin quando non si saprà di più su quanto è successo in questa maledetta domenica nei cieli dell'Etiopia.
Aggiornamento delle 16.08 - L'amministratore delegato (Ceo) dell'Ethiopian Airlines, Tewolde Gebremariam, ha sostenuto che "è troppo presto per fare illazioni sulla causa dell'incidente e saranno condotte ulteriori indagini" in "collaborazione con tutte le controparti, inclusi il produttore Boeing, l'Autorità dell'aviazione civile etiopica e altri enti internazionali". Lo riferisce il bollettino numero 3 emesso dalla compagnia aerea etiopica e rilanciato via Twitter.
Il comandante dell'aereo, Yared Getachew, aveva accumulato "più di 8.000 ore di volo" con una "lodevole prestazione" ed il suo vice, Ahmed Nur Mahammod, ne aveva 200, segnala il bollettino.
Il velivolo "era tornato a Addis Abeba da Johannesburg stamattina" ed "era stato sottoposto a un primo rigoroso controllo di manutenzione il 4 febbraio" di quest'anno, riferisce ancora il testo.
15.34 - Gli Stati Uniti invieranno un team di quattro persone per assistere le autorità etiopi nelle indagini per l'area caduto. Lo afferma il National Transportation Safety Board.
Anche la società Boeing - ''profondamente rattristata'' per l'aereo dell'Ethiopian Airlines caduto, un Boieng 737 MAX 8 - ha messo a disposizione ''Una squadra di tecnici".
"La squadra è pronta a offrire assistenza tecnica su richiesta e sotto la direzione del National Transportation Safety Board'' afferma Boeing in una nota. L'aereo caduto, riportano i media americani, era stato consegnato alla compagnia aerea etiope in novembre.
L'incidente è destinato ad alimentare i timori sulla sicurezza del 737 Max: l'incidente dell'Ethiopian Airlines segue infatti quello della Lion Air, caduto nel mare di Java il 29 ottobre. Anche in quel caso si trattava infatti di Boeing 737 Max.
Aggiornamento 15.00 - Non vi sono cittadini svizzeri tra le 157 vittime dell'incidente aereo occorso oggi al volo Ethiopian Airlines diretto a Nairobi, in Kenya, e precipitato in Etiopia poco dopo il decollo. Lo ha indicato oggi il portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) George Farago alla Keystone-ATS.
"La rappresentanza svizzera ad Addis Abeba è in contatto con le autorità etiopi e sta indagando sulla portata del tragico incidente", scrive Farago in una nota. "Secondo le informazioni fornite da Ethiopian Airlines, nessun cittadino svizzero era a bordo dell'aereo".
Il DFAE - conclude il portavoce - porge le sue condoglianze a tutti i parenti delle vittime dell'incidente aereo.
Aggiornamento 14.36 - Il presidente della direzione della compagnia aerea Tewolde Gebremariam ha spiegato in conferenza stampa ad Addis Abeba che il pilota aveva avuto l'autorizzazione a rientrare. "I controlli e la manutenzione di routine non hanno mai rivelato alcun problema - ha sottolineato -. Era un aereo nuovo di zecca consegnato a novembre 2018".
Il sito della Deutsche Welle ricorda che il Boeing 737 precipitato in Etiopia è del tipo "800MAX", lo stesso dell'aereo della compagnia indonesiana Lion Air che cadde il 29 ottobre scorso nel Mare di Java pochi minuti dopo il decollo causando la morte delle 189 persone a bordo.
Intanto in una conferenza stampa a Nairobi il ministro dei trasporti del Kenya ha diffuso le ultime informazioni ricevute da Ethiopian Airlines. Tra le 157 vittime ci sono numerosi stranieri: 18 cittadini canadesi, otto italiani, americani e cinesi, sette francesi e britannici, sei egiziani, cinque olandesi e quattro slovacchi e indiani. Sono morti anche 32 kenioti e diversi etiopi.
Aggiornamento 14.02 - Il pilota del volo Ethiopian Airlines diretto a Nairobi, in Kenya, e precipitato in Etiopia poco dopo il decollo aveva comunicato difficoltà e chiesto il permesso di tornare allo scalo di Addis Abeba. Lo riferisce Sky News.
Non ci sono sopravvissuti. In una conferenza stampa a Nairobi il ministro dei trasporti del Kenya ha diffuso le ultime informazioni ricevute da Ethiopian Airlines. Tra le vittime ci sono numerosi stranieri: 18 cittadini canadesi, otto italiani, americani e cinesi, sette francesi e britannici, sei egiziani, cinque olandesi e quattro slovacchi e indiani. Sono morti anche 32 kenioti e diversi etiopi.
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