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Corea del Sud
Aerei russi nei cieli di Seul
© Shutterstock
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Keystone-ats
4 anni fa
Lo sconfinamento ha allarmato le autorità sudcoreane che sono intervenute dispiegando le proprie forze. Non si sa quanti velivoli siano stati coinvolti.

Alcuni aerei militari russi sono entrati nella zona di identificazione della Corea del Sud (Kadiz) spingendo l'aeronautica di Seul a far decollare i suoi jet. Il fatto è avvenuto "senza alcun preavviso", come riferisce il Comando di stato maggiore congiunto sudcoreano, senza fornire dettagli sul numero e sul tipo di aerei russi. La zona di difesa in questione non è lo spazio aereo territoriale, ma è quella delineata per invitare gli aerei stranieri a identificarsi per prevenire scontri accidentali, a maggior ragione se militari.

Aumento delle tensioni nell'Indo-Pacifico

Le incursioni di aerei militari russi e cinesi sono sempre più frequenti nella zona di identificazione aerea di difesa di Corea del Sud e Giappone. La più clamorosa degli ultimi mesi è quella sino-russa dello scorso maggio durante la visita a Tokyo del presidente americano Joe Biden, durante il summit 'Quad', il gruppo informale sulla sicurezza che riunisce Usa, Giappone, India e Australia che si propone di svolgere tra l'altro un ruolo di contenimento di Pechino nell'Indo-Pacifico.

Il fatto odierno durante un periodo di tensione fra Mosca e Seoul: la Corea del Sud ha infatti partecipato alle sanzioni internazionali contro la Russia per l'invasione dell'Ucraina. Altre tensioni erano state create all'indomani alle maxi manovre militari di Usa e Corea del Sud, fortemente osteggiate da Pyongyang i cui rapporti con la Russia sono diventati stretti. Washington è uno stretto alleato del Paese asiatico, dove sono presenti circa 28.500 soldati Usa a protezione dalle possibili aggressioni di Pyongyang in linea con l'impegno di difesa maturato dalla fine della Guerra di Corea del 1950-53. Le manovre 'Ulchi Freedom Shield', questo il nome, hanno segnato la ripresa degli addestramenti su larga scala tra le forze americane e sudcoreane dopo la loro riduzione a causa del periodo di dialogo senza successo con il Nord durante la presidenza di Donald Trump e per la pandemia del Covid-19, segnando anche un fallimento diplomatico nei confronti di Pyongyang.

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