
Alcuni aerei militari russi sono entrati nella zona di identificazione della Corea del Sud (Kadiz) spingendo l'aeronautica di Seul a far decollare i suoi jet. Il fatto è avvenuto "senza alcun preavviso", come riferisce il Comando di stato maggiore congiunto sudcoreano, senza fornire dettagli sul numero e sul tipo di aerei russi. La zona di difesa in questione non è lo spazio aereo territoriale, ma è quella delineata per invitare gli aerei stranieri a identificarsi per prevenire scontri accidentali, a maggior ragione se militari.
Aumento delle tensioni nell'Indo-Pacifico
Le incursioni di aerei militari russi e cinesi sono sempre più frequenti nella zona di identificazione aerea di difesa di Corea del Sud e Giappone. La più clamorosa degli ultimi mesi è quella sino-russa dello scorso maggio durante la visita a Tokyo del presidente americano Joe Biden, durante il summit 'Quad', il gruppo informale sulla sicurezza che riunisce Usa, Giappone, India e Australia che si propone di svolgere tra l'altro un ruolo di contenimento di Pechino nell'Indo-Pacifico.
Il fatto odierno durante un periodo di tensione fra Mosca e Seoul: la Corea del Sud ha infatti partecipato alle sanzioni internazionali contro la Russia per l'invasione dell'Ucraina. Altre tensioni erano state create all'indomani alle maxi manovre militari di Usa e Corea del Sud, fortemente osteggiate da Pyongyang i cui rapporti con la Russia sono diventati stretti. Washington è uno stretto alleato del Paese asiatico, dove sono presenti circa 28.500 soldati Usa a protezione dalle possibili aggressioni di Pyongyang in linea con l'impegno di difesa maturato dalla fine della Guerra di Corea del 1950-53. Le manovre 'Ulchi Freedom Shield', questo il nome, hanno segnato la ripresa degli addestramenti su larga scala tra le forze americane e sudcoreane dopo la loro riduzione a causa del periodo di dialogo senza successo con il Nord durante la presidenza di Donald Trump e per la pandemia del Covid-19, segnando anche un fallimento diplomatico nei confronti di Pyongyang.

