
Le opere d’arte trafugate sono spesso oggetto di discordia fra paesi. Uno dei casi più noti è quello dei fregi (bassorilievi) marmorei del Partenone, principale tempio dell’Atene antica e oggi conservati al British Museum di Londra.
Di recente, la questione è tornata di attualità, dopo che il premier greco Kyriakos Mitsotakis aveva chiesto in prestito i fregi in occasione dei festeggiamenti per il bicentenario dell'indipendenza della Grecia, trovando però il secco no delle autorità britanniche. “Capiamo l’importanza delle opere per i greci”, ha affermato Boris Johnson in un’intervista rilasciato al giornale ellenico Ta Nea. “Tuttavia, il governo del Regno Unito rimane fermo sulla sua posizione: i marmi sono stati acquistati legalmente da Lord Elgin secondo le leggi dell’epoca e sono pertanto detenuti legalmente dal British Museum dal giorno della loro acquisizione”. Lord Elgin, ambasciatore britannico nell’Impero ottomano e appassionato di arte greca, aveva portato le sculture a Londra nel 1806.
Oggi è giunta su Twitter la replica del vicepresidente della Commissione europea, il greco Margaritis Schinas, che ha commentato così: “I marmi appartengono al Partenone. In questi tempi difficili, il patrimonio culturale universale dovrebbe elevare l’umanità e non dividerla”.
Nel 2019, il governo di Atene aveva chiesto alla Francia il prestito di un frammento del fregio del monumento conservato al Louvre, ottenendolo con uno scambio temporaneo di antichi bronzi che avrebbero dovuto essere esposti nel museo parigino, chiuso però per l’emergenza sanitaria.
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