
Migliorare l'accesso all'acqua e ai servizi igienico-sanitari. Con questa dichiarazione si è chiuso oggi il V Forum mondiale sull'acqua che ha riunito più di 25'000 persone nel corso di una settimana a Istanbul. La nozione di diritto dell'accesso all'acqua, reclamata con forza da numerose Ong e parecchi Paesi, non figura tuttavia in questo testo, la cui firma coincide con la giornata mondiale. Il documento afferma che l'accesso all'acqua è un bisogno fondamentale umano e non un diritto. Il testo del documento enumera un certo numero di impegni per meglio gestire la richiesta di acqua e per favorire l'accesso ai servizi igienico-sanitari di cui 2,5 miliardi di persone sono ancora del tutto prive, o ancora per lottare contro l'inquinamento dei corsi d'acqua, come delle falde del sottosuolo. "E' un documento importante - conclude il ministro turco dell'Ambiente Veysel Eroglu - che servirà da riferimento a livello governativo". La delegazione svizzera al Forum mondiale dell'acqua giudica la dichiarazione finale piuttosto debole. Ma la riunione internazionale non è stata inutile. "I messaggi della Svizzera sono stati ripresi", afferma François Münger, responsabile delle iniziative acqua della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), interrogato dall'ats. Il dibattito ha fatto passi avanti per quanto riguarda il riconoscimento del diritto all'acqua come diritto umano. "Credo ci ciano molti consensi fra i diversi paesi. È a livello di riconoscimento internazione che ci sono problemi", ha aggiunto Münger. "Ci sono stati scambi fra i tre livelli: ministeriale, parlamentare e municipale". "Credo sia la prima volta che ciò avvenga, è entusiasmante", ha aggiunto. Per Terre des Hommes (TdH), che ha presentato al Forum un progetto di accesso all'acqua in Perù, ci sono stati molti discorsi ma poca volontà politica. Il testo finale è molto timoroso, secondo Antoine Delepière, ingegnere e idrologo a TdH. "La principale ragione del mancato accesso all'acqua è la povertà, indipendentemente dal paese", ha aggiunto. Questo "era il forum dei ricchi e della tecnologia", "la partecipazione della società civile e delle organizzazioni non governative era molto debole", ha aggiunto Delepière. "La nostra speranza ora è di integrare il tema dell'acqua nella problematica climatica alla conferenza sul clima di Copenhagen in dicembre". ATS
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